Migranti: don Okulik (Ccee), “questo corto circuito della classe dirigente europea è preoccupante”

Don Luis Okulik

“Questo corto circuito della classe dirigente europea è preoccupante perché dimostra che c’è una prontezza nell’accentuare le proprie posizioni, a far vedere da che parte è ciascuno. Quello che si vede di meno, è l’impegno ad affrontare compiutamente e gestire questa situazione. Sembra essere caduti in Europa in una sorta di sonnolenza della coscienza che non permette più di capire la drammaticità di questo fenomeno umano”. Lo afferma don Luis Okulik, segretario della Commissione Affari sociali del Ccee a proposito delle frontiere soprattutto ad Est dell’Europa che si chiudono alle richieste dell’Italia e a quanto il premier ceco Andrej Babis, ha scritto su Twitter, riguardo alla lettera del premier Conte: “Un tale approccio è la strada per l’inferno”. Raggiunto telefonicamente dal Sir, al termine dell’incontro annuale dei vescovi e dei delegati responsabili per la pastorale dei migranti delle Conferenze episcopali in Europa che si è svolto nei giorni scorsi a Stoccolma, don Okulik afferma: “La questione è diventata sempre più complessa proprio perché a livello della politica europea ci sono differenze difficilmente conciliabili. Questo fa sì che le scelte che vengono fatte probabilmente tendono a rompere questo stallo. Tuttavia forse bisognerebbe mettere più attenzione sul fatto che qualsiasi scelta politica venga fatta, va a toccare la vita di persone che arrivano già con alle spalle esperienze di sofferenza molto grande”. Ricordando che “la Chiesa cattolica lavora sulle migrazioni da tempi memorabili”, e “si sforza di mantenere viva questa umanità che ha sempre caratterizzato il suo lavoro anche di assistenza”, Okulik lascia aperto lo spazio alla collaborazione, “a mantenere – dice – sempre il dialogo stretto e aperto con le istituzioni, con i governi, perché siamo convinti che ci vuole un coinvolgimento di tutti quelli che sono deputati civilmente al servizio delle persone. Deve essere chiaro che quello che si fa, non lo si fa per emergenza ma a servizio della dignità della persona umana”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo