Morte mons. Marra: mons. Marcianò (Ordinario militare), “pastore che sa appartenere al suo gregge diventandone servo”

“Egli ha lasciato, nella nostra Chiesa, il ricordo e la traccia indelebile del pastore che sa appartenere, con intelligenza e amore, al suo gregge e sente il suo gregge appartenergli, diventandone servo”. Così l’Ordinario militare, mons. Santo Marcianò, ha ricordato mons. Giovanni Marra nell’omelia delle esequie che ha celebrato, nei giorni scorsi, nella chiesa di Santo Spirito in Sassia, a Roma. L’arcivescovo ha presentato il ricordo della sua “innata correttezza, un’intelligenza che gli consentiva di guardare dentro le cose scorgendovi i segni di Dio”. Poi, ha ripercorso i numerosi incarichi, da ausiliare della diocesi di Roma ad arcivescovo di Messina, fino all’Ordinariato militare, dove “ha speso energie preziose, attuando con lungimiranza, discernimento e alto senso di ecclesialità, le importanti indicazioni del Documento ‘Sprituali Militum Curae’, nel governo pastorale e nel rapporto personale con i sacerdoti e i fedeli militari”. “Monsignor Marra ha saputo appartenere a tutti – ha aggiunto mons. Marcianò -, essere di tutti, perché ha educato il suo cuore a essere di Dio, leggendovi dentro i segni della vocazione all’amore che accomuna tutti gli uomini e fa il cuore del sacerdote a misura del cuore di Cristo”. L’Ordinario militare ha ricordato anche il rapporto tra mons. Marra e Madre Teresa di Calcutta e le Missionarie della Carità, “la cui opera egli non solo ha promosso, negli anni del suo incarico in Segretaria di Stato, ma ha curato personalmente, con una presenza attenta, dedita e gioiosa, soprattutto in ‘Casa Allegria’, la comunità di accoglienza delle ragazze madri con i loro bimbi”.

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