Papa Francesco in Lituania: don Sotnicenka, “visita necessaria” per “ritrovare la speranza”

“Quando Giovanni Paolo II è venuto in Lituania nel 1994, ha parlato molto del nostro passato. Adesso Papa Francesco ci parlerà del futuro, forse ci dirà di smettere di pensare al passato e di guardare al presente e al futuro”. Lo dice al Sir don Mykolas Sotničenka, segretario generale aggiunto della Conferenza episcopale, responsabile per la pastorale universitaria e anche notaio per il tribunale ecclesiastico. Così spiega perché il motto della visita è “Cristo Gesù, la nostra speranza”: “La Lituania è un Paese senza speranza e abbiamo bisogno di tanta speranza; per questo adesso ci stiamo preparando intensamente e tutto il programma ruoterà attorno a come far crescere la speranza”. Indicando i segnali della “disperazione”, il sacerdote fa riferimento al “numero di suicidi”, che “è il più alto d’Europa” o l’alto numero di lituani che lasciano il Paese e “vanno via, all’estero, in Norvegia, nel Regno Unito a cercare lavoro”. Un segno incoraggiante, secondo don Sotničenka, è rappresentato dai giovani. “Abbiamo gruppi parrocchiali e associazioni giovanili molto forti. Abbiamo più giovani che anziani nelle parrocchie. Adesso la nostra speranza sono loro: hanno anche radici solide e crescono come cattolici autentici che vanno in Chiesa non per tradizione ma perché ci credono”. Il Papa incontrerà loro, il 22 settembre, sulla piazza della cattedrale di Vilnius e ascolterà delle testimonianze. “Chiediamo anche – spiega il sacerdote – di non portare i telefonini all’incontro: dovrete guardare il Papa negli occhi, magari sarà solo per un secondo, ma sarà personale”.

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