Sport: Giorgetti (sottosegretario), “vogliamo fare crescere la sua dimensione di inclusività sociale, aggregazione, educazione”

“Vogliamo fare crescere lo sport nella sua dimensione di inclusività sociale, aggregazione, educazione”. Lo ha assicurato questo pomeriggio Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega allo sport, intervenendo all’evento “Lo sport migliore per un’Italia migliore” nell’ambito di “S Factor” promosso dal Centro sportivo italiano (Csi) a Roma. Il sottosegretario ha sottolineato l’importanza della “dimensione dilettantistica” dello sport garantendo che questo è “l’elemento caratteristico della politica sportiva” del governo M5S-Lega. Giorgetti ha espresso la convinzione che nello sport “l’elemento chiave è l’animatore sportivo: sono gli allenatori, i presidenti, quella decina di migliaia di ‘pazzi’ che si prendono in carico responsabilità enormi per fare giocare non solo i ragazzi”. “Lo sport italiano – ha ammonito – non si regge né sul ministro dello Sport, né sul Coni, né sulle leggi; si regge su queste persone, che giorno dopo giorno, spesso con sacrifici e rischi tengono in piedi lo sport italiano. Se c’è questo, poi c’è il resto”. Il sottosegretario ha garantito che “continuerà il progetto per il potenziamento dell’impiantistica di base” e “il censimento degli impianti” per evitare doppioni. Anche nello sport, serve “una politica razionale e intelligente”. Sull’impiantistica “serve una regia, distinguendo bene quelli che sono i contributi che devono coprire tutto l’intervento e i casi in cui deve essere chiesta un compartecipazione per la realizzazione dell’impianto”. È richiesta una “forma di responsabilizzazione a chi chiede la realizzazione di impianti” viste “le cattedrali nel deserto che ci sono”. Giorgetti si è poi soffermato sulla “dimensione dello sport a scuola”, una realtà che “deve essere recuperata perché si è totalmente persa”. “Lo sport deve rientrare a scuola a pieno titolo”, ha affermato, proponendo per esempio l’organizzazione dei Giochi della gioventù.
L’impegno, ha assicurato, è quello di “creare le condizioni affinché gli animatori sportivi possano esprimere l’afflato e la disponibilità senza dedicare ore e preoccupazioni alle dimensioni burocratica e normativa” che sottraggono tempo ed energie ad altro. Per questo vanno create “le condizione perché chi vuole impegnarsi sia invitato a fare e non dissuaso o impaurito dalle responsabilità”. Oggi, invece, “c’è l’incubo dei controlli”, situazione che porta alla “fine dell’anima e dell’animazione, e quindi della società sportiva”. Il sottosegretario ha poi annunciato la “pace fiscale anche per tutte le società o associazioni che hanno contenziosi, con una norma ad hoc anche per questo mondo”. E ha parlato della necessità di “una legge che metta ordine tra le normative” che si occupano di sport, “classificando tra dilettantismo puro o quasi puro e professionismo puro”.

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