Accoglienza: nota diocesi Pistoia su chiusura Cas di Vicofaro, “situazione seria, non può essere sottovalutata”

“La situazione si presenta seria e non può essere sottovalutata”. Così la diocesi di Pistoia si esprime in merito al Cas ospitato nei locali della parrocchia di Vicofaro e gestito dall’associazione Virgilio – Città futura, ritenuto “non idoneo” ad ospitare richiedenti asilo. “Come è stato ampiamente riportato dai mezzi di informazione, in questi giorni effettivamente è stata recapita anche alla Curia diocesana una lettera della Prefettura di Pistoia con la quale si invita l’associazione Virgilio – Città futura, Ente gestore del Cas ospitato nei locali della parrocchia di Vicofaro a trovare con urgenza strutture idonee ove ricollocare immediatamente i richiedenti asilo, in quanto, da relazione dei Vigili del Fuoco allegata, l’attuale struttura al momento è da ritenersi ‘non idonea’”, si legge nella nota.” La stessa relazione “elenca una serie considerevole di criticità, anche gravi, persino pericolose. Si sa che sono in corso inoltre accertamenti edilizi e sanitari di cui non si conoscono ancora gli esiti”, precisa la diocesi di Pistoia, evidenziando che “la dichiarazione di ‘non idoneità’ rende problematica anche l’ospitalità offerta a tutti coloro che non rientrano nel progetto Cas”. Secondo la diocesi di Pistoia, “la situazione si presenta seria e non può essere sottovalutata e neppure passata sotto silenzio, dal momento che la nascita della suddetta Associazione, rappresentata dal sig. Alessandro Vivarelli, fu a suo tempo approvata da mons. Vescovo, avendo avuto però assicurazione che tutto si sarebbe svolto nel migliore dei modi, e inoltre per il fatto non trascurabile che i locali della parrocchia di Vicofaro, ricadono ‘in primis’ nella diretta responsabilità del parroco, che è legale rappresentante ed è chiamato a risponderne anche penalmente, ma in ultima istanza chiamano in causa il vescovo che è tenuto a vigilare sull’insieme della vita diocesana e delle parrocchie”.
“Dispiace – si aggiunge nella nota – dover constatare quanto ci è stato comunicato e ci sorprende, dal momento che mons. Vescovo, invitando all’accoglienza e sostenendola sempre, ha affermato anche che la doverosa accoglienza di chi è nel bisogno fa fatta bene, al meglio, in ambienti sicuri e idonei, con l’assistenza di personale sufficiente, qualificato e capace e che questa deve essere una preoccupazione costante”.
La diocesi, si assicura nella nota, “offrirà la massima collaborazione sull’attuazione di quanto la Prefettura, i Vigili del Fuoco o altre istituzioni preposte indicano come necessario per una idonea accoglienza in strutture adeguate”. Inoltre, “si assicura, anche attraverso la Caritas diocesana (che da tempo ha offerto, per quanto possibile, il sostegno materiale alle iniziative di accoglienza) tutto il supporto necessario a don Massimo Biancalani, perché la situazione possa evolversi nel migliore dei modi e dia più tranquillità anche a lui”. Il vescovo, mons. Fausto Tardelli, “ha già dato disposizioni perché d’ora innanzi da parte della Curia diocesana, si metta in atto una più attenta vigilanza su ciò che avviene negli ambienti appartenenti alla Chiesa e tutto si svolga nella correttezza e trasparenza da tutti i punti di vista”.

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