Diocesi: card. De Donatis (vicario Roma), “nella grotta di Lourdes ci viene offerta la carta d’identità per l’eternità”

(da Lourdes) “Se noi siamo a Lourdes quest’anno non è solo per prendere un po’ di acqua o per fare un bagno di purificazione, ma perché Maria ci invita a diventare santi”. Lo ha detto il card. Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, nell’omelia della messa che ha celebrato oggi presso la grotta delle apparizioni a Lourdes, in occasione del pellegrinaggio della diocesi nel Santuario mariano. Il porporato ha citato l’esortazione apostolica “Gaudete et exsultate” di Papa Francesco per spiegare che la santità è possibile per tutti facendo “trasparire il volto del Maestro nella quotidianità della vita”. Il cardinale ha poi delineato le caratteristiche della “carta d’identità che ci viene offerta in questa grotta”. “Su questa carta non occorre mettere una fotografia, ma la nostra vita così com’è e porre la firma dell’assenso a che questa vita sia trasformata da Cristo. E Dio renderà questa carta ‘valida senza scadenze’ per l’eternità”. Quindi, il card. De Donatis ha evidenziato cos’è santità: “essere poveri nel cuore, reagire con umile mitezza”, ma anche “saper piangere con gli altri”, “guardare e agire con misericordia, mantenere il cuore pulito da tutto ciò che sporca l’amore, seminare pace intorno a noi”. “Paradossalmente – ha spiegato il cardinale vicario – la consapevolezza del nostro peccato è come quel fango che sporca il viso di Bernadette. Solo chi è sporco vuole cercare ancora, per trovare l’acqua per lavarsi. Solo chi è peccatore e riconosce con umiltà di esserlo va alla ricerca della fonte della misericordia e del perdono”. E la misericordia “non si esaurisce mai”.

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