Perdonanza celestiniana: card. Braz de Aviz, “ricomporre le ferite di una mancanza di vera fratellanza anche all’interno della Chiesa”

“Penso che la Perdonanza qui a L’Aquila e la misericordia di Dio su tutti noi uomini e donne in tutto il mondo ci chiamano, in questo nostro tempo, a ricomporre le ferite di una mancanza di vera fratellanza incluso dentro molti ambienti della Chiesa”. Lo ha detto questa sera il card. João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, nell’omelia della celebrazione eucaristica nell’apertura della Porta Santa della Basilica di Collemaggio, in occasione della 724ª Perdonanza celestiniana, la prima che si svolge all’interno della Basilica riconsegnata agli aquilani lo scorso 20 dicembre in seguito ai complessi lavori di restauro post sisma. “La costruzione dell’uomo e della donna interiori – ha aggiunto il porporato che ha accolto l’invito del cardinale arcivescovo de L’Aquila Giuseppe Petrocchi al quale è legato da una lunga amicizia -, è un processo adesso più che mai necessario. San Pietro Celestino ci assicura con la sua testimonianza che questo non è un sogno impossibile ma una meta ad essere raggiunta con un nuovo sguardo ai fratelli e sorelle che camminano nella vita accanto a noi e con scelte concrete a livello personale e della comunità”. “Il Dio a cui siamo chiamati a convertirci” è “il Dio della misericordia”. “Siamo veramente grati a Papa Francesco che ci ha aiutato ad approfondire l’esperienza della misericordia di Dio nell’anno della misericordia vissuto da tutta la Chiesa nell’anno 2016”, ha concluso. Ora all’interno del tempio celestiniano per 24 ore si potrà lucrare l’indulgenza plenaria.

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