Crollo Ponte Morandi: card. Bagnasco (Genova), “tenere conto che gli sfollati desiderano rimanere nel loro rione”

“Duecentocinquanta famiglie sfollate da una cinquantina di caseggiati vicino ai monconi del ponte. Le amministrazioni stanno cercando tutti gli alloggi possibili e noi stessi, come Chiesa, ci stiamo impegnando. Ma queste persone desiderano rimanere nel loro rione e bisogna tenerne conto il più possibile, cercare al più presto soluzioni vicine e ricostruire il quartiere”. Lo dice l’arcivescovo di Genova, il card. Angelo Bagnasco, a proposito del crollo del ponte Morandi in un’intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera. “È necessario che la città non sia divisa – aggiunge il porporato -. Si tratta della vita quotidiana, del lavoro”. Oltre alle priorità materiali il cardinale ne indica una “più profonda”, che è “spirituale”: “Non perdere la speranza”. “La speranza è una forza enorme che ti permette di affrontare qualunque difficoltà. Però non è qualcosa che metti in cassaforte e poi ritrovi. Va alimentata, può diminuire o perdersi: e questo sarebbe il disastro più grande”. In particolare, “tra cittadini e istituzioni locali e nazionali c’è bisogno di far crescere la speranza”. L’arcivescovo mette in guardia da “ogni forma di rivalità che nasca da invidie locali o rendite politiche di qualsiasi natura, per fare bella figura”. “Non ci si può intestare meriti sulla morte e il dolore”. Infine, un invito alla politica. “Ci sono già state decisioni ma occorrono subito interventi precisi, accelerazioni normative che riconoscano lo stato di emergenza”.

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