Francia: il 72% dei genitori si aspetta dalla Chiesa il risveglio della fede e lo sviluppo di una vita spirituale

Interrogati sulle attese nei confronti dell’attività della Chiesa con i piccoli, il 72% dei genitori francesi si aspetta il risveglio della fede e lo sviluppo di una vita spirituale (68%), la formazione alla solidarietà (65%) e alla convivenza (64%), un sostegno alla genitorialità (45%), istruzione (42%) l’offerta di attività ricreative (33%), sostegno per lo studio (29%). È quanto emerge dal sondaggio “Chiesa e infanzia” condotto per iniziativa dei vescovi francesi per comprendere come sia percepita la presenza della Chiesa tra i più piccoli. Il 59% dei genitori pensa che sia importante insegnare la religione perché offre “parametri di riferimento e valori” (59%), è un “mezzo per scoprire e incontrare Dio” (59%), è una tradizione che deve essere rispettata (57%) un contributo significativo in termini di apertura agli altri (53%) è un elemento importante di cultura generale (52%) è “essenziale per crescere” (48%). La religione è una fonte di valori anche per il 30% di chi non crede. L’ultima domanda del sondaggio chiedeva quindi che cosa dovrebbe fare la Chiesa per i bambini che vivono in zone fragili. Nei quartieri difficili delle grandi città ci si attende che insegni la convivenza (44%) e la solidarietà (29%), il catechismo (19%) ma anche offra sostegno scolastico, attività ricreative, insegnamento e sostegno alla genitorialità. Le attese prioritarie nel contesto rurale sono pressappoco le medesime, ma la richiesta del catechismo arriva in quinta posizione, dopo la richiesta di attività ricreative e doposcuola. Questo rapporto si colloca in continuità con quelli dedicati a “i contesti popolari” e l’emergenza abitazione, nel percorso “Chiesa in periferia”, l’attenzione particolare a cui i vescovi sollecitano i cattolici francesi dal 2014.

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