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Francia: mons. Delannoy (vescovi), “nostra presenza alle periferie fa parte del cuore della nostra fede”

Bambini disabili, figli di detenuti, bambini i cui genitori si stanno separando, “patronati”, campi estivi, case di accoglienza diurna per bambini in contesto sociale fragile, attività sportive, percorsi per genitori soli o per famiglie in contesto rurale: numerose e varie sono le esperienze che la Chiesa cattolica francese ha già in campo su tutto il territorio nazionale, spinta dalla sua attenzione ai più piccoli. Ora una sorta di reportage le racconta in modo esemplificativo, nel terzo rapporto “Chiesa in periferia”, dedicato a “Chiesa e infanzia”. Presentato oggi a Parigi dal vescovo di San Denis e vicepresidente della Conferenza episcopale, mons. Pascal Delannoy, lo studio intende “vedere come gli attori ecclesiali sono presenti nelle periferie” per accogliere e accompagnare i bambini della fascia 3-11 e soprattutto quelli “segnati da difficoltà emotive o sociali”. “La nostra presenza alle periferie fa parte del cuore della nostra fede”, ha detto in conferenza stampa mons. Pascal Delannoy. È necessario “spostarci alle periferie” per “scoprire le iniziative poco conosciute o sconosciute perché discrete e singolari”. Se per un verso le iniziative in campo “ci incoraggiano ad andare più lontano”, perché “resta molto da fare”, ciò che emerge è comunque che “i bambini non sono i dimenticati della Chiesa: sono accolti, ascoltati, accompagnati, perché diventino attori di pace e di fraternità”.

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