Francia: rapporto su presenza Chiesa nelle periferie. Ruolo sociale nei quartieri difficili e nel mondo rurale

Il terzo rapporto sulla presenza della Chiesa francese nelle periferie, condotto per iniziativa dei vescovi francesi, è dedicato a “Chiesa e infanzia”. Il dossier presentato oggi a Parigi, intende offrire uno spaccato sulla realtà, presentando i risultati di un sondaggio condotto dall’istituto OpinionWay su come i francesi percepiscono l’azione della Chiesa che guarda ai più piccoli, e passando in rassegna, nei diversi ambiti d’impegno, iniziative ed esperienze in campo. “La Chiesa è vista come avente un ruolo di insegnamento e trasmissione del risveglio spirituale, ma ha anche un ruolo sociale nei quartieri difficili e nel mondo rurale” ha sintetizzato oggi alla stampa Eléonore Quarré (OpinionWay). Il 51% dei genitori francesi dichiara che i propri figli frequentano almeno una struttura della Chiesa cattolica. Nel 40% dei casi si tratta di bambini che frequentano una scuola cattolica, nel 21% di un’associazione sportiva o ricreativa, nel 20% della parrocchia. C’è poi chi usa strutture di aiuto ai compiti (8%) o movimenti e associazioni, come gli scout (il 5% degli intervistati). Più alta la percentuale di chi sa della presenza di queste strutture sul territorio (ad esempio la scuola cattolica è conosciuta dal 79% dei genitori, la parrocchia dal 76%). Va tenuto conto che le famiglie intervistate a campione hanno dichiarato appartenenze religiose diverse o anche nessuna; i dati variano a seconda dell’appartenenza. Il sondaggio è stato realizzato su un campione di 1013 genitori e nonni di bambini compresi tra i 3 e i 12 anni.

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