Papa Francesco: ai nuovi vescovi, no a “dedizione intermittente, fedeltà a fasi alterne, obbedienza selettiva”. “Restare vigili” di fronte a “tentazione” e “maligno”

(Foto Vatican Media/SIR)

Di fronte al ministero episcopale, “nessun credito possiamo vantare e non ci sono titoli di proprietà o diritti acquisiti”. Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza i 144 nuovi vescovi nominati dal 2017 allo scorso luglio, dipendenti dalla Congregazione per i Vescovi e da quella per le Chiese Orientali, che partecipano al Corso promosso dalla Congregazione per i Vescovi. “Non siete frutto di uno scrutinio meramente umano, ma di una scelta dall’Alto”, ha ricordato Francesco ai presenti: “Perciò da voi si richiede non una dedizione intermittente, una fedeltà a fase alterne, una obbedienza selettiva, ma siete chiamati a consumarvi notte e giorno”. Di qui la necessità di “restare vigili anche quando sparisce la luce, o quando Dio stesso si cela nella tenebra, quando la tentazione di arretrare si insinua e il maligno, che è sempre in agguato, suggerisce sottilmente che ormai l’alba non verrà più. Proprio allora, di nuovo prostrarsi con il viso a terra, per ascoltare Dio che parla e rinnova la sua promessa mai smentita. E poi rimanere fedeli anche quando, nel calore del giorno, vengono meno le forze della perseveranza e il risultato della fatica più non dipende delle risorse che abbiamo”. No, allora, alla “narcisistica pretesa di essere essenziali”, sì invece alla santità che consiste nel “mettere Dio al centro: Egli è Colui che chiede tutto ma in cambio offre la vita in pienezza”. “Non quella vita annacquata e mediocre, vuota di senso perché piena di solitudine e di superbia, ma la vita che sgorga dalla sua compagnia che mai viene meno, dalla forza umile della croce del suo Figlio, dalla sicurezza serena dell’amore vittorioso che ci abita”, ha puntualizzato il Papa.

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