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Papa Francesco: ai nuovi vescovi, “non lasciatevi tentare da racconti di catastrofi o profezie di sciagure”. “La verità prevale, l’unità vince sempre la divisione”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Non lasciatevi tentare da racconti di catastrofi o profezie di sciagure, perché quello che conta veramente è perseverare impedendo che si raffreddi l’amore e tenere alto e levato il capo verso il Signore, perché la Chiesa non è nostra, ma è di Dio!”. È il monito del Papa ai vescovi di recente nomina, ricevuti oggi in udienza. “Lui c’era prima di noi e ci sarà dopo di noi!”, ha proseguito: “Il destino della Chiesa, del piccolo gregge, è vittoriosamente nascosto nella croce del Figlio di Dio. I nostri nomi sono scolpiti nel suo cuore, i nostri nomi sono scolpiti nel suo cuore; la nostra sorte è nelle sue mani”. “Non spendete le vostre migliori energie per contabilizzare fallimenti e rinfacciare amarezze, lasciandovi rimpiccolire il cuore e rattrappire gli orizzonti”, la consegna di Francesco: “Cristo sia la vostra gioia, il Vangelo sia il vostro nutrimento. Tenete fisso il vostro sguardo solo sul Signore Gesù e, abituandovi alla sua luce, sappiate cercarla incessantemente anche dove essa si rifrange, sia pure attraverso umili bagliori. Là, nelle famiglie delle vostre comunità, dove, nella pazienza tenace e nella generosità anonima, il dono della vita viene cullato e nutrito. Là, dove sussiste nei cuori la fragile ma indistruttibile certezza che la verità prevale, che amare non è vano, che il perdono ha il potere di cambiare e di riconciliare, che l’unità vince sempre la divisione, che il coraggio di dimenticare sé stessi per il bene dell’altro è più appagante del primato intangibile dell’io. Là, dove tanti consacrati e ministri di Dio, nella silenziosa dedizione di sé, perseverano incuranti del fatto che il bene spesso non fa rumore, non è tema dei blog né arriva sulle prime pagine. Essi continuano a credere e a predicare con coraggio il Vangelo della grazia e della misericordia a uomini assetati di ragioni per vivere, per sperare e per amare. Non si spaventano davanti alle ferite della carne di Cristo, sempre inferte dal peccato e non di rado dai figli della Chiesa”.

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