Perugia-Assisi: i promotori, “un argine alla violenza dilagante nelle parole e nelle azioni”

La conferenza stampa di presentazione a Roma il 13 settembre

La Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità quest’anno si svolgerà il 7 ottobre. La storica marcia ideata il 24 settembre 1961 da Aldo Capitini mette in cammino da Perugia ad Assisi decine di migliaia di persone e centinaia di associazioni, sindacati, scuole, enti locali. Nel Meeting della pace e dei diritti umani che precede la Marcia, il 5 e 6 ottobre ad Assisi, circa 4.000 giovani parteciperanno a laboratori tematici insieme ad insegnanti ed esperti, con un boom di richieste rispetto agli scorsi anni. “Oggi è più necessario che mai alimentare azioni positive anziché fomentare l’odio”, ha affermato oggi Flavio Lotti, del Comitato promotore della Marcia, durante la conferenza stampa di presentazione: “Vogliamo innalzare l’argine alla violenza dilagante nelle parole e nelle azioni”. “E’ una fase politica che ci preoccupa tantissimo – ha detto Sergio Bassoli, coordinatore della Rete della Pace  -. Non vogliamo che l’immagine del nostro Paese sia legata a quella dell’Ungheria, per cui abbiamo salutato con molta soddisfazione quanto accaduto al Parlamento europeo”. La Rete della Pace “dice no alla criminalizzazione della solidarietà” quanto si tratta di salvare persone in mare; no alla vendita di armi italiane all’Arabia Saudita impegnata nella guerra in Yemen, contravvenendo alla legge 185 che lo vieta; no allo sfruttamento e alla mancanza di diritti nel lavoro, “con il 54% dei lavoratori nel mondo senza tutele”. Una richiesta al governo italiano è la ratifica del Trattato internazionale contro la proliferazione delle armi nucleari: secondo il missionario padre Alex Zanotelli, “i governi usano queste armi per incutere terrore e mantenere la profonda ingiustizia del 10% della popolazione che consuma il 90% delle risorse”. Sulla situazione italiana, in particolare riguardo al tema migranti, padre Zanotelli è fortemente pessimista: “E’ un momento molto difficile. Ho l’impressione che si stiano commettendo dei crimini incredibili. Diranno di noi ciò che dicono dei nazisti”. “Dobbiamo riprendere coraggio e schierarci, perché è immorale quanto sta succedendo”, ha ammonito. Per ribadire l’impegno a favore di un giornalismo di pace “contro il linguaggio d’odio”, aderiscono anche i sindacati dei giornalisti Fnsi, Usigrai, Ordine dei giornalisti e associazione Articolo 21. La Marcia sarà trasmessa su Raitre. Iscrizioni, info e donazioni sul sito www.perugiassisi.org.

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