Politica: Rossini, riforma previdenza, equità fiscale, accoglienza intelligente, finanziamento reddito inclusione. “Rafforzare ponti, non muri”

“Occorrono politiche coraggiose per riformare la previdenza, per ristabilire un patto fiscale di senso e di equità, per un’accoglienza intelligente, per un Reddito di inclusione finanziato in modo tale che possa incidere su quei 5 milioni di poveri assoluti che in un Paese civile sono veramente intollerabili!”. A chiederle al Governo è Roberto Rossini, presidente nazionale delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani (Acli), nella relazione con la quale sta inaugurando a Trieste il 51° Incontro nazionale di studi che ha come tema “Animare la città. Le Acli nelle periferie del lavoro e della convivenza”. “Stiamo realizzando – annuncia il presidente – una sorta di atlante del welfare per fare una ricognizione e immaginare come realizzare un’infrastruttura sociale coerente con i cambiamenti del lavoro e della vita, delle persone e delle famiglie, tenendo conto delle risorse a disposizione”. Ma il compito delle Acli non si limita al welfare: “ci interessa anche il bene dello Stato, meglio della città, della civitas”, aggiunge. Il primo pensiero è stato  dedicato al crollo del ponte Morandi a Genova, lo scorso 14 agosto. Rinnovando solidarietà alle famiglie e assicurando preghiere per le vittime, Rossini afferma: “Il crollo di un ponte è un simbolo che non si può ignorare mentre sta venendo meno il senso di una relazione, di un patto, di un’apertura”. “Questa – prosegue – è un’epoca che rischia di veder crollare alcuni ‘ponti’ faticosamente costruiti. O di vederli chiusi, impediti”. Per questo “noi – che nell’eterna lotta simbolica tra i muri e i ponti sappiamo dove stare – noi oggi ribadiamo la volontà di rafforzare i ponti, più che i muri”.

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