Bimbo gettato dalle scale a Rebibbia: Pinna (Isola solidale), “una tragedia che coinvolge tutti, occorre puntare di più su pene alternative”

“Una tragedia che ci coinvolge tutti. Due piccoli innocenti ai quali è stata offerta solo una vita in carcere. Sabato celebreremo la santa messa in memoria del piccolo che non c’è più e per il suo fratellino che lotta per la vita. I nostri stessi ospiti ci hanno chiesto di fermarci a pregare per questi due piccoli angeli”. Così Alessandro Pinna, presidente dell’Isola solidale di Roma, commenta il tragico gesto di una detenuta di Rebibbia che ieri ha ucciso il suo bambino di sette mesi e ferito il più grandicello di due anni in maniera grave gettandoli dalle scale.
L’Isola solidale, struttura nata oltre 50 anni fa nella Capitale, accoglie i detenuti (grazie alle leggi 266/91, 460/97 e 328/2000) che hanno commesso reati per i quali sono state condannate, che si trovano agli arresti domiciliari, in permesso premio o che, giunte a fine pena, si ritrovano prive di riferimenti familiari e in stato di difficoltà economica.
“Occorre puntare di più sulle pene alternative – aggiunge Pinna – soprattutto in presenza di minori innocenti. Il carcere ha valore solo in un’ottica di riabilitazione e di formazione senza le quali non si può pensare ad una riscatto umano e sociale per i detenuti”.

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