Diocesi: Terni, venerdì 21 settembre “L’Ave Maria bella” di Mogol in anteprima nazionale

Sarà la cattedrale di Terni ad ospitare venerdì prossimo, 21 settembre, alle 21, l’anteprima nazionale de “L’Ave Maria bella”, canzone che porta la firma di Mogol. A offrire l’occasione sarà la serata “L’emozione non ha voce”, uno dei due eventi principali della festa del Preziosissimo Sangue, che avrà come protagonisti Mogol e la sua band. La festa del Preziosissimo Sangue è una festa della città di Terni che trae origine da un fatto storicamente provato, avvenuto nella seconda metà del Seicento durante la peste, che in Italia non risparmiò nemmeno Terni. Il vescovo di allora, mons. Gentili, prelevò dalla cattedrale, ove era custodita, la reliquia contenente il Sangue di Cristo e, in processione salì sull’alto della torre dei Barbarasa e da lì benedisse lo città auspicando l’intervento divino. E proprio la rievocazione storica tra passato e presente, dal titolo “La nostra reliquia”, con la partecipazione del gruppo sbandieratori San Gemini e il quadro della peste Pro loco Rentillo, sarà la protagonista, della serata di sabato 22 settembre (ore 21). Il programma religioso prevede giovedì 20 e venerdì 21 settembre l’esposizione della reliquia del Preziosissimo Sangue dalle 16 alle 18 e la celebrazione comunitaria della penitenza. La conclusione della festa domenica 23 settembre alle 17.30 con la solenne celebrazione eucaristica e benedizione del vescovo Giuseppe Piemontese con la reliquia del Preziosissimo Sangue. “Una festa legata a quel tesoro nascosto e non abbastanza noto, che è la reliquia del preziosissimo Sangue di Gesù Cristo – ricorda il parroco della cattedrale di Terni, don Alessandro Rossini – una piccola ampolla contenente alcune piccole gocce di sangue appartenenti a Nostro Signore che per svariate vicissitudini storiche, quelle più significative ben documentate e conservate nell’archivio della cattedrale, è giunta sino a noi”.
“Abbiamo pensato di riproporre in maniera solenne, all’intera popolazione della città l’antico rito della benedizione con la sacra reliquia, alla presenza del vescovo Giuseppe – aggiunge don Rossini –, per invocare su tutti noi come in antichità, l’intervento divino, affinché la nostra città torni a risollevarsi, a vivere e a sperare in un futuro migliore”.

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