Papa Francesco: udienza, “anche se non tutti i genitori sono buoni tutti i figli possono essere felici”. Cita Nunzio Sulprizio

foto SIR/Marco Calvarese

Il quarto comandamento “non parla della bontà dei genitori, non richiede che i padri e le madri siano perfetti”. Lo ha detto il Papa, che durante l’udienza di oggi ha precisato che la Quarta Parola “parla di un atto dei figli, a prescindere dai meriti dei genitori, e dice una cosa straordinaria e liberante: anche se non tutti i genitori sono buoni e non tutte le infanzie sono serene, tutti i figli possono essere felici, perché il raggiungimento di una vita piena e felice dipende dalla giusta riconoscenza verso chi ci ha messo al mondo”.
“Pensiamo a quanto questa Parola può essere costruttiva per tanti giovani che vengono da storie di dolore e per tutti coloro che hanno patito nella propria giovinezza”, ha proseguito Francesco: “Molti santi – e moltissimi cristiani – dopo un’infanzia dolorosa hanno vissuto una vita luminosa, perché, grazie a Gesù Cristo, si sono riconciliati con la vita”. A braccio, il Papa ha citato Nunzio Sulprizio, “un giovane napoletano oggi beato ma il prossimo mese santo, che a 19 anni ha finito la sua vita riconciliato con tanti dolori, con tante cose, perché il suo cuore suo era sereno e mai aveva rinnegato i suoi genitori”. “Pensiamo a san Camillo de Lellis, che da un’infanzia disordinata costruì una vita d’amore e di servizio”, l’elenco stilato da Francesco: “A santa Giuseppina Bakhita, cresciuta in una orribile schiavitù; o al beato Carlo Gnocchi, orfano e povero; e allo stesso san Giovanni Paolo II, segnato dalla perdita della madre in tenera età”.

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