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Droga: Onu, un’azione globale comune nel contrasto ai narcotici

(da New York) Circa 450mila persone muoiono ogni anno per overdose o problemi di salute legati alla droga e negli ultimi anni circa 31 milioni di persone in tutto il mondo hanno richiesto un trattamento di tossicodipendenza. In realtà, però, solo una persona su sei richiedenti cure le ottiene e per le donne la percentuale è ancora più bassa. Questi dati sono emersi dal meeting ad alto livello sul contrasto ai narcotici che ieri è stato ospitato alle Nazioni Unite durante la 73ª Assemblea generale a New York. Il presidente americano Donald Trump ha chiamato tutti i 130 Paesi presenti ad un’azione globale contro le droghe e ha invitato i presenti a sottoscrivere un impegno comune nel contrasto ai narcotici. Il Global Call to Action on World Drug Problem non è un impegno vincolante per i Paesi firmatari ma indica un piano di cooperazione internazionale nel voler smantellare la produzione di droga e il suo commercio, assieme ai flussi finanziari illeciti prevenienti da corruzione, criminalità organizzata e contrabbando. Vi hanno aderito 129 nazioni ad esclusione della Nuova Zelanda. Citando il World Drug Report del 2018, poi, il presidente Trump ha sottolineato che la cocaina e la produzione di oppio hanno raggiunto livelli record e i decessi a livello mondiale legati alla droga sono aumentati del 60% in 15 anni.

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha ribadito che la lotta ai narcotici non è solo un fatto politico ma un accadimento personale e ha ricordato sia un amico morto per droga che la sorella, una psichiatra che per anni, a Lisbona, ha assistito centinaia di malati secondo protocolli di cure e assistenza all’avanguardia. Il piano di Guterres punta anzitutto a “reprimere il traffico di droga e coloro che traggono profitto dalla miseria umana”, in particolare negando loro paradisi sicuri. Il secondo punto prevede una cooperazione transfrontaliera in modo da migliorare la condivisione dell’intelligence e l’analisi delle catene di approvvigionamento di droga, prendendo di mira i legami tra droga, corruzione, armi, traffico di esseri umani e reti terroristiche. Infine a livello di trattamento sanitario, Guterres chiede di ricordare che i consumatori sono “prima di tutto, pazienti e vittime” e non solo criminali. Il segretario ha concluso ribadendo l’impegno e il sostegno delle Nazioni Unite a quei governi che quotidianamente si pongono la sfida del problema mondiale della droga: “Il fallimento, infatti, non è un’opzione e insieme riusciremo”.

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