G20 Interfaith: card. Barreto, su custodia del creato e crisi socio-ambientale “agire insieme, non domani, ma oggi”

Non è più sufficiente conoscere i problemi e discernere ciò che Dio ci chiede, ma bisogna “agire insieme, non domani, ma oggi”. Lo ha detto ieri, durante la prima giornata del “G20 Interfaith” il forum interreligioso di Buenos Aires su “Costruendo consenso per uno sviluppo equo e sostenibile”, il cardinale Pedro Barreto Jimeno, arcivescovo di Huancayo (Perù) e vicepresidente della rete panamazzonica Repam. L’intervento del porporato è stato incentrato sull’enciclica Laudato Si’ di papa Francesco e, in particolare, sul fatto che si deve cercare “uno sviluppo umano alternativo all’attuale”, nel quale custodire la relazione con Dio, con il popolo e con il creato. In particolare, la Laudato Si’ insiste sul fatto che non esistono due crisi separate, quella sociale e quella ambientale, ma che c’è un’unica “crisi socio-ambientale” e che deve quindi “essere ascoltato tanto il clamore della terra quanto quello dei poveri”.
Durante la prima giornata del “G20 Interfaith” si sono alternati numerosi interventi da parte di esponenti di diverse Chiese cristiane. La coordinatrice del panel sull’ambiente, Sonia Skupch, presidente della Commissione ecumenica delle Chiese cristiane di Argentina, ha insistito sul rispetto per il creato, verso il quale non dobbiamo sentirci “padroni”.
La pastora Gloria Ulloa, presidente del Consiglio mondiale delle Chiese per l’America Latina, ha sottolineato la “funzione diaconale”, di servizio, delle comunità e dei leader religiosi. Un ministero di diaconia al quale “Dio ci ha chiamato per costruire una società equa e un mondo migliore”.
Un messaggio alla speranza, “sapendo che l’umanità è di più rispetto a quello che pensiamo possa essere”, è venuto dall’arcivescovo anglicano Rowan Williams.

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