Colombia: Eln annuncia la liberazione delle persone sequestrate entro un mese. Appello alla Chiesa perché “accompagni” le operazioni

L’Esercito di liberazione nazionale (Eln), la maggiore formazione guerrigliera ancora attiva in Colombia, ha annunciato poco fa attraverso un comunicato l’intenzione di liberare entro un mese le persone che sono tenute da loro sequestrate nelle varie zone del Paese. Una decisione autonoma, precisa il comunicato, non concordata con il Governo, ma presa comunque, anche “rischiando che non ci siano le condizioni minime perché queste operazioni umanitarie possano avere successo”.
Il gruppo, anzi, critica il Governo per non aver consentito alla presenza di garanti terzi, circa un mese fa, quando si erano create le condizioni per liberare alcuni ostaggi. E in qualche modo mette la mani avanti dando la responsabilità alle Forze armate “per qualunque incidente fatale si possa presentare in queste operazioni umanitarie”.
Nel comunicato l’Eln rivolge un appello ai Paesi garanti del Dialogo in corso a L’Avana e alla Chiesa cattolica perché “accompagnino queste operazioni di liberazione”.
Fin dallo scorso 31 agosto la guerriglia si è detta disposta a liberare i militari, i poliziotti e i civili sequestrati, dopo che il nuovo Governo presieduto da Duque aveva chiarito che la liberazione dei prigionieri doveva essere una condizione previa al dialogo e non materia di trattativa. Nel giorno del suo insediamento, lo scorso 7 agosto, il presidente aveva annunciato che si sarebbe preso un mese per decidere se proseguire nel dialogo con l’Eln: un termine che scade venerdì. Da qui il gesto di buona volontà, pur in un contesto di dialogo ancora fragile e segnato da reciproci sospetti.

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