Notizie Sir del giorno: attacchi al Papa, ponte Morandi, liberazioni in Colombia, Libia, vaccini in Europa, fondi periferie, vescovi Emilia Romagna su abusi

Attacchi al Papa: don Maffeis (Cei), “sconcerto tra la gente”

“Tra la gente, anche delle nostre comunità parrocchiali, si respira lo sconcerto per la confusione e per gli attacchi che vengono all’interno dalla comunità ecclesiale”. Lo ha detto il direttore dell’Ufficio nazionale comunicazioni sociali della Cei, don Ivan Maffeis, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei, commentando il caso riguardante le accuse rivolte a Papa Francesco dall’ex nunzio apostolico negli Usa, mons. Carlo Maria Viganò. “Non hanno mai creato problemi le tensioni – ha aggiunto il portavoce della Cei – che nascono fuori, le persecuzioni e le ostilità che la Chiesa ha incontrato nel mondo. Questa stagione ci sta portando, forse più di altre, a misurarci con tensioni che invece implodono dentro la Chiesa e dividono. Il Papa diceva: ‘La verità è mite’, qui invece stiamo tutti gridando”. (clicca qui)

Crollo ponte a Genova: Toninelli (ministro), “aiuti alle famiglie per i mutui, agevolazioni alle imprese”. Ricostruzione viadotto con “sigillo dello Stato”

“Sentiamo il dovere di fare il massimo per ricucire una città spezzata ma che con la solidarietà dei cittadini e il sostegno incessante delle istituzioni troverà la forza di risollevarsi. Per questo è necessario l’impegno di tutti per restituire a Genova e ai genovesi la quotidianità perduta”. Lo ha affermato questo pomeriggio alla Camera dei deputati il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, nel corso delle comunicazioni del governo sul crollo del ponte Morandi, avvenuto a Genova lo scorso 14 agosto. Il ministro ha annunciato la predisposizione di un “Decreto legge per Genova e per le infrastrutture” che prevedrà anche “forme di aiuto in ordine alle rate dei mutui che molte famiglie sono costrette a pagare su immobili che non possono più abitare”, “forme di agevolazione fiscale o incentivi alla temporanea delocalizzazione” per le imprese ricadenti nell’area del crollo del ponte. “Attenzione” verrà posta anche per le imprese dell’indotto seppur fuori dall’area danneggiata. Toninelli ha annunciato che entro tre mesi sarà trovata una sistemazione per tutti gli sfollati (255 famiglie per 566 persone) con il completamento dell’assegnazione degli alloggi entro novembre. Per quanto riguarda la ricostruzione del ponte, il ministro ha ribadito che “i lavori non possono essere affidati ed eseguiti da chi aveva giuridicamente la responsabilità di non farlo crollare”. “Lasciare ad Autostrade per l’Italia la ricostruzione del viadotto sarebbe una follia”, ha osservato il ministro, spiegando che “la ricostruzione va affidata ad un soggetto a prevalente o totale partecipazione pubblica mantenendo in capo al concessionario l’ovvio onere dei costi”. In ogni caso, “sulla ricostruzione dovrà esserci il sigillo dello Stato”. (clicca qui)

Colombia: Eln annuncia la liberazione delle persone sequestrate entro un mese. Appello alla Chiesa perché “accompagni” le operazioni

L’Esercito di liberazione nazionale (Eln), la maggiore formazione guerrigliera ancora attiva in Colombia, ha annunciato oggi attraverso un comunicato l’intenzione di liberare entro un mese le persone che sono tenute da loro sequestrate nelle varie zone del Paese. Una decisione autonoma, non concordata con il Governo, ma presa comunque, anche “rischiando che non ci siano le condizioni minime perché queste operazioni umanitarie possano avere successo”. Il gruppo, anzi, critica il Governo per non aver consentito alla presenza di garanti terzi, circa un mese fa, quando si erano create le condizioni per liberare alcuni ostaggi. E in qualche modo mette la mani avanti dando la responsabilità alle Forze armate “per qualunque incidente fatale si possa presentare in queste operazioni umanitarie”. Nel comunicato l’Eln rivolge un appello ai Paesi garanti del Dialogo in corso a L’Avana e alla Chiesa cattolica perché “accompagnino queste operazioni di liberazione”. Nel giorno del suo insediamento, lo scorso 7 agosto, il presidente Duque aveva annunciato che si sarebbe preso un mese per decidere se proseguire nel dialogo con l’Eln: un termine che scade venerdì. Da qui il gesto di buona volontà, pur in un contesto di dialogo ancora fragile e segnato da reciproci sospetti. (clicca qui)

Libia: Unhcr, “morte e distruzione a Tripoli, situazione preoccupante per libici e migranti”

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) esorta oggi le parti in conflitto a Tripoli, in Libia, “a risparmiare i cittadini e le infrastrutture civili e a consentire l’accesso ad aree più sicure a coloro che cercano protezione”. “Il recente bombardamento di quartieri abitati da civili ha provocato morte e distruzione, ha costretto le persone a fuggire ed è motivo di grande preoccupazione – afferma –. Nella notte di domenica gli scontri a fuoco tra gruppi armati hanno ucciso due persone e ferito molte altre, compresi bambini, nel centro per sfollati Fallah 2 Tawergha. Il sito ospita oltre 900 cittadini libici sfollati”. Anche nell’area di Janzour, nella parte occidentale di Tripoli, “27 famiglie libiche, tra cui due minori affetti da una malattia degenerativa – informa l’agenzia delle Nazioni Unite -, hanno cercato riparo in una scuola dopo aver abbandonato le proprie abitazioni a causa degli scontri a sud della città”. “L’attuale situazione della sicurezza nella capitale libica è instabile, imprevedibile e sta limitando l’accesso delle agenzie umanitarie sia ai libici sfollati che ai rifugiati colpiti dagli scontri”: domenica scorsa l’Unhcr ha distribuito aiuti alimentari per una settimana nei centri di detenzione governativi di Triq Al Matar e Qaser Ben Ghasheer, dove sono detenuti 2.450 rifugiati e migranti, mentre ad Abu Salim, dove sono detenute 450 persone, è stata invece sospesa a causa dell’inasprirsi degli scontri nell’area. (clicca qui)

Unione europea: Andriukaitis (commissario), l’iniziativa comune sulla vaccinazione “salverà vite in Europa”

(Bruxelles) È stata lanciata oggi a Parigi l’“iniziativa comune europea sulla vaccinazione”, azione coordinata dalla Francia e finanziata dal programma di sanità dell’Ue. L’obiettivo è di “condividere gli strumenti che permettano di rinforzare le risposte nazionali alle sfide dei vaccini e di favorire una cooperazione di lungo periodo contro le malattie evitabili con i vaccini”, si legge in una nota dalla riunione. Sono 3,5 i milioni di euro messi a disposizione per i prossimi tre anni. Alla riunione di oggi hanno partecipato 17 stati Ue, insieme a Norvegia, Serbia, Bosnia Erzegovina, Moldavia, rappresentanti di organismi internazionali come l’Oms, università, rappresentanti della società civile e industrie farmaceutiche. Secondo il commissario europeo per la sanità Vytenis Andriukaitis, “la vaccinazione è un atto di solidarietà e abbiamo bisogno di un approccio concertato e strategico per combattere la riluttanza ai vaccini e migliorare i tassi di copertura vaccinale nell’Ue e nei Paesi vicini”. “L’iniziativa”, ha assicurato il commissario, “contribuirà a salvare vite in Europa, in particolare quelli dei gruppi più vulnerabili come i bambini”. (clicca qui)

Periferie: Decaro (Anci), sindaci in campo con ogni mezzo contro il blocco dei fondi

“Siamo pronti a presentarci a Palazzo Chigi per consegnare in segno di protesta le nostre fasce tricolori e avremo idealmente dietro di noi i venti milioni di cittadini ai quali si vuole rubare la speranza di vivere in città e in Paesi migliori”. È il primo cittadino di Bari e presidente dell’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), Antonio Decaro, a farsi voce della protesta dei sindaci contro il blocco fino al 2020 dei fondi per la riqualificazione delle periferie, una misura attesa da lungo tempo, al di là di ogni collocazione politica o geografica. Oggi Decaro, con una delegazione di venti sindaci, è stato ascoltato dalla prima e dalla quinta commissione della Camera, in forma unita per l’occasione, su tutte le questioni che nel cosiddetto “decreto milleproroghe” riguardano la vita dei Comuni. Ma in primo piano c’era soprattutto quell’emendamento approvato in una notte d’agosto al Senato (un “furto con destrezza”, lo ha definito Decaro) che “congela” i fondi stanziati per le periferie, 1,6 miliardi di euro ai quali vanno aggiunti 1 miliardo e 100 milioni di cofinanziamenti pubblici e privati, destinati a 326 Comuni in cui risiedono quasi venti milioni di italiani. In molti casi, avverte Decaro, i lavori sono già iniziati e in alcuni praticamente finiti. Se l’emendamento non verrà modificato dalla Camera nel secondo passaggio parlamentare del decreto – ed è quanto l’Anci chiede e auspica – i sindaci faranno valere le loro ragioni a tutti i livelli, dal Tar alla Corte Costituzionale, senza trascurare ogni altra forma di mobilitazione democratica. (clicca qui)

Abusi: vescovi Emilia Romagna, “uniti a Papa Francesco nel suo indiscusso impegno a fare verità e giustizia dentro e fuori la Chiesa”

“Condividiamo la grande preoccupazione e il dolore espresso da Papa Francesco con la ‘Lettera al Popolo di Dio’ – sofferto invito ad una conversione personale e comunitaria – che vi invitiamo a leggere e meditare, nelle parrocchie, nei consigli pastorali e nei gruppi di famiglie. Egli ci chiede di soffrire insieme a tutto il corpo per aiutarlo”. Inizia così il messaggio dei vescovi dell’Emilia-Romagna rivolto a religiosi e laici. “Invitiamo – continua la nota – le comunità cristiane in questo inizio dell’anno pastorale a creare occasioni di preghiera e digiuno, di riflessione, di penitenza, per essere uniti al nostro Papa nel suo indiscusso impegno a fare verità e giustizia dentro e fuori la Chiesa. E rinnoviamo il pieno e filiale sostegno al suo servizio fondamentale alla comunione e all’evangelizzazione”. “L’impegno – proseguono i vescovi – a combattere gli abusi sui minori e sulle persone vulnerabili, sia di potere che sulla coscienza che sessuali, da parte di chierici o di laici nella Chiesa, nella società e nelle famiglie, ci deve vedere uniti”. “Nessuno – sottolineano i vescovi – deve essere coperto o giustificato, qualsiasi ruolo svolga. Il bene dei minori e dei più deboli deve stare sopra a tutto. Molto dipenderà dai genitori, dagli educatori, dagli insegnanti, dai sacerdoti, dai catechisti: la cura, la protezione, la vigilanza, la formazione propria e dei ragazzi o degli adolescenti, deve creare ambienti e atteggiamenti di vera tutela e deve portare i minori a imparare a difendersi, a reagire, trovando adulti accoglienti e pronti ad ascoltarli e a intervenire”. (clicca qui)

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