Spagna: condanna leader indipendentisti catalani. Sanchez (premier), “processo esemplare”. Ora collaborazione con Barcellona

“Oggi termina un processo giudiziario esemplare. Oggi si conferma che un processo politico ha fallito. Ha solo lasciato dietro di sé il dolore”: così ha affermato Pedro Sanchez, premier spagnolo, incontrando la stampa stamane alla Mocloa a Madrid per commentare la sentenza emessa dalla Corte suprema sui 9 leader indipendentisti. Sanchez ha sottolineato l’“autonomia e la trasparenza” con cui la corte ha condotto il processo e ha richiamato come il lavoro della Corte sia fondato sui valori della Costituzione che regge la democrazia , “una delle migliori democrazie al mondo”. Uguaglianza tra i cittadini, differenza territoriale e sovranità nazionale ne sono i capisaldi, ha richiamato Sanchez. “Si apre un nuovo capitolo per la convivenza sociale in Catalogna”. Il primo ministro ha più volte parlato di una “frattura nella società catalana” che il movimento indipendentista avrebbe creato e ha fatto appello al governo di Barcellona di guardare a una tappa nuova e “non governare più per la minoranza indipendentista ma per tutti i catalani”. Nella nuova fase che da oggi si apre, ha ancora aggiunto Sanchez, il governo di Madrid lavorerà con “fermezza democratica”, “proporzionalità” cioè rispondendo con “prudenza e serenità” a quanto ora potrà avvenire, tutelando l’“unità della Spagna”, al fine di “restaurare la convivenza sociale”. Sanchez si è detto aperto al dialogo con i leader catalani per accompagnarli su questo cammino.

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