Terra Santa: ordinari cattolici, “migranti soggetti a schiavitù, costretti a prostituirsi”

“La formazione integrale dei migranti, la redazione del Codice etico e la lotta al fenomeno del clericalismo”: sono i tre punti all’ordine del giorno dell’assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa (Aocts) che si è svolta l’8 e il 9 ottobre a Gerusalemme. Nel loro comunicato finale, diffuso dal Patriarcato latino di Gerusalemme, in merito ai migranti, i presuli ricordano che “in Giordania, Israele e Cipro la loro presenza è significativa, circa 250.000, dei quali circa la metà sono cristiani. Questi migranti – scrivono – devono affrontare molte questioni legali, sociali, economiche e di educazione dei figli; a volte sono soggetti a forme di schiavitù e persino costretti a scegliere la prostituzione come mezzo di sussistenza, senza dimenticare i richiedenti asilo che, fuggendo dalla loro terra, sono esposti alla violenza, allo stupro, al rapimento”. La Chiesa, ricordano gli ordinari, “ha il dovere di educare lo sguardo e il cuore dei suoi fedeli, formare parrocchie e comunità, a vedere nell’altro l’immagine di Dio e vivere come fratelli in Cristo. Ai gruppi di cristiani migranti viene chiesto di aprirsi a una nuova cultura senza isolarsi e allontanarsi. Questa accoglienza diventa ricchezza e opportunità di crescita se generata dalla fede, sostenuta dal vero amore e nutrita dalla speranza”. L’Assemblea ha, inoltre, provveduto a ritoccare “il testo per definire un Codice (etico) di condotta per i luoghi di vita e di lavoro gestiti dalla Chiesa. Ognuno ha il diritto di essere rispettato e il dovere di rispettare gli altri nella loro dignità. Qualsiasi atto di umiliazione, qualsiasi parola offensiva, qualsiasi tentativo di violenza deve essere vietato”, ammoniscono gli ordinari che ribadiscono che “le nostre istituzioni diocesane, parrocchiali e religiose devono brillare attraverso la testimonianza dei valori umani e religiosi che salvaguardano e assicurano la crescita della persona umana”. Parlando del fenomeno del clericalismo gli Ordinari affermano che “la Chiesa non è una élite, il clericalismo è una caricatura della vocazione. Gli abusi di ogni tipo, il modo di esercitare l’autorità e uno stile non conforme alla vocazione ricevuta hanno contribuito a riflettere sulla incoerenza di stile di vita”. Necessaria dunque una riflessione “sulla nostra coerenza di vita sacerdotale, sulla nostra dignità e vocazione battesimale, sulla missione della Chiesa di essere a servizio della comunione tra e con tutti. Per vivere in modo diverso, è essenziale chiedersi: dov’è il centro della mia vita? Sapere come vivere diversamente richiede coraggio, ma è l’unico modo per essere testimoni credibili”. Nel comunicato finale gli ordinari si soffermano anche sul rapporto relativo al programma di studi imposto nelle scuole palestinesi. “Nei libri di testo ci sono affermazioni e insinuazioni che possono essere fraintese e che portano al fanatismo e all’esclusivismo. Dal momento che ciò non riflette la posizione politica dello Stato di Palestina”, gli ordinari cattolici “mettono la questione nelle mani del Segretariato per le scuole cristiane che seguirà il caso”. La prossima plenaria Aocts si terrà il 10 e l’11 marzo 2020 e si parlerà dell’ammissione ai sacramenti dei fedeli non cattolici.

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