Cattolici e politica: Martinez (RnS), “una sussidiarietà ‘comunitaria’ con i soggetti sociali per ricucire le maglie di fiducia”

“Ieri come oggi, spetta ai laici cristiani assicurare il progresso della Nazione a partire – non a prescindere– dal contenuto spirituale, dunque morale, della fede professata. Un assunto che anche la nostra Costituzione non esclude”. Lo scrive Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito, nel numero di ottobre di Vita pastorale, anticipato al Sir. La missione indicata è quella di “rifare il tessuto spirituale della società umana”, in un momento storico in cui “sembra sempre più evidente lo smarrimento o l’adulteramento dell’identità cristiana”. “Per un cristiano il ‘bene comune’ nasce dalla capacità di rendere socialmente visibile il contenuto morale della fede – aggiunge -. Finché non sapremo rimpatriare questa verità continueremo a permettere l’accentuarsi dell’individualismo e degli interessi di parte, di pochi, oso dire dei mediocri o peggiori”. Nelle parole di Martinez la consapevolezza che “l’Italia può ancora contare, più di ogni altro Paese al mondo, su una società civile ricca di fermenti ideali, religiosi, culturali, economici”. Il riferimento è a reti sociali, movimenti, associazioni, fondazioni, università, imprese, banche che “non hanno smarrito la loro comune ispirazione cristiana”. Il presidente del Rinnovamento li considera “una straordinaria forza ‘prepolitica’, capace di riaffermare ideali e valori in modo concreto e di tradurli in buone prassi”. Infine, un cenno all’appello ai liberi e forti di don Luigi Sturzo per “dare slancio a nuove e concrete esperienze di sussidiarietà orizzontale”. La via indicata da Martinez è quella di “una sussidiarietà ‘comunitaria’”. “Far sì, cioè, che i soggetti sociali radicati e diffusi sul territorio si aggreghino tra loro non per sostituirsi allo Stato, ma per ricucire le maglie di fiducia sociale sfibrate, provando a occupare quegli spazi di costruzione e di sviluppo in cui lo Stato stesso si mostra inadeguato, addirittura impreparato, ripartendo dal territorio con un nuovo e diffuso coinvolgimento della gente”.

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