Caporalato: Rota (Fai Cisl), “quello che è accaduto a Terracina non si ripeta più. Serve piena applicazione della legge 199”

“Quello che è accaduto a Terracina, con uno pseudo imprenditore che sparava ai braccianti per farli lavorare di più, non dovrà mai più ripetersi, in questo territorio come altrove: istituzioni locali e nazionali devono dare una svolta alla lotta al caporalato e alla piena applicazione della legge 199, finora attuata soltanto nella sua parte repressiva”. Lo ha detto il segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, rivolgendosi al prefetto di Latina, Maria Rosa Trio, che ha ricevuto i rappresentanti sindacali oggi scesi in piazza con i lavoratori agricoli.
“È pericoloso – ha ammonito Rota – minimizzare fatti del genere, anche le parti datoriali devono scendere in campo e denunciare certi personaggi che nulla hanno a che fare con il mestiere di imprenditore. Il settore primario è una realtà che unisce, che mette insieme tanti lavoratori e lavoratrici sia italiani sia di origine straniera, chi specula sullo sfruttamento non può che essere considerato per quello che è, cioè un delinquente”.
“Chiediamo che i lavoratori che denunciano vengano tutelati – ha aggiunto Rota – in particolare le donne, spesso doppiamente vittime in quanto sfruttate e costrette a subire violenze. Un gran lavoro va svolto per semplificare il rinnovo dei permessi di soggiorno, sottraendo i migranti al ricatto dei caporali e alle reti del lavoro nero. Gli strumenti legislativi ci sono, ora occorre una svolta sul piano della volontà politica. Da Latina parte una nuova offensiva contro sfruttamento e illegalità”.
Durante l’incontro, il prefetto ha confermato il proprio pieno impegno, comunicando anche che parteciperà in prima persona alla riunione della rete territoriale del lavoro agricolo di qualità, indetta per il 30 ottobre.

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