Mese educazione finanziaria: Consulta antiusura, “alimentare disponibilità previste da legge 108/96 e prevedere accesso per le famiglie”

“Alimentare con più regolarità e in modo sufficiente le disponibilità finanziarie ex art. 15 della legge 108 del 1996, le quali, purtroppo, coprono solo una parte del fabbisogno di garanzie necessarie per la prevenzione dell’usura; ripartire in maniera più equa i fondi tra Cofidi e Fondazioni; trasferire le risorse eccedenti dal fondo per la solidarietà (art. 14) a quello per la prevenzione dell’usura (art. 15); estendere a famiglie e persone fisiche la possibilità di accesso alle misure ex art. 14 della legge 108/96, ora riservato ai soli operatori economici; promuovere convenzioni con le banche e gli altri soggetti del sistema finanziario, rivolte a diffondere una maggiore responsabilità sociale nei confronti delle persone indebitate”. Sono alcune delle proposte che la Consulta nazionale antiusura “Giovanni Paolo II” ha lanciato in occasione della tavola rotonda organizzata, nei giorni scorsi, dal ministero Economia e Finanza nell’ambito delle iniziative per il “Mese dell’educazione finanziaria ottobre 2019”.
“Secondo una recente ricerca della Consulta nazionale antiusura Giovanni Paolo II, negli undici anni di crisi economica e finanziaria il numero delle famiglie in fallimento economico – per debiti accumulati e per bilancio deficitario – è passato da circa un milione 277mila unità a quasi due milioni – ha ricordato il vicepresidente della Consulta, Luciano Gualzetti -. Per fronteggiare questo aumento le Fondazioni antiusura affiliate alla Consulta nazionale hanno operato con una presenza (dal prime 5 del 1995 alle attuali 33) capillare ed efficace. Dall’origine sono state attivate garanzie per 434 milioni e 661mila euro a 21mila e 154 famiglie (sul totale delle 132mila circa prese comunque in carico, nella maggior parte dei casi con risorse delle diocesi)”.
La Consulta nazionale antiusura in ordine ai rapporti con i soggetti del sistema bancario e finanziario ha proposto di pervenire in tempi brevi ad una convenzione tipo da stipulare con una banca di interesse nazionale che preveda condizioni più efficaci e una maggiore responsabilità sociale degli operatori finanziari nei confronti delle persone indebitate.

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