56° disastro Vajont: Casellati, “sulla memoria di questa come di altre tragedie devono essere poste le basi per una nuova etica della sostenibilità”

(Foto: Senato della Repubblica)

“La storia ha ampiamente dimostrato come la frana del Monte Toc e le sue tragiche conseguenze siano state un disastro ambientale annunciato, provocato e favorito dall’incompetenza e dall’incoscienza del fattore umano. Responsabilità che devono essere motivo di profonda riflessione – soprattutto oggi – sull’urgenza di non sottovalutare i segnali di allarme provenienti dai cambiamenti climatici in atto, dai sempre più frequenti casi di rischio idrogeologico e dai tanti altri pericoli innescati da uno sfruttamento irresponsabile dell’ambiente e delle sue risorse”. Lo afferma il presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, nel messaggio in occasione del 56° anniversario del disastro del Vajont. “Donne, uomini e bambini travolti – anche nel sonno – dall’incontenibile forza di decine di migliaia di metri cubi d’acqua che, con un’onda alta più di duecento metri, hanno scavalcato la diga ultimata solo pochi anni prima, per abbattersi sulle sottostanti abitazioni di Longarone e dei comuni limitrofi”, ricorda Casellati, osservando che “indelebile è il ricordo di tutto quel dolore; dello smarrimento e della disperazione dei sopravvissuti; dell’orrore dei corpi straziati recuperati dal fango e dalle macerie degli edifici; di quel senso di fragilità, di precarietà e di impotenza che nella notte ha lacerato e sconvolto le coscienze di tutto il Paese”. “Sulla memoria del disastro del Vajont, così come di tante altre tragedie ambientali che hanno colpito il nostro Paese, devono essere poste le basi per una nuova etica della sostenibilità”, ammonisce Casellati, spiegando che si tratta di “una morale che metta al centro della progettazione, della realizzazione e della conservazione di ogni infrastruttura pubblica o privata il valore e la dignità della persona umana, così come il rispetto per le peculiarità dei territori e la piena integrazione con essi”. “Una prospettiva – evidenzia – a cui anche il Parlamento deve aderire con convinzione, attraverso norme sempre più stringenti ed efficaci per assicurare la sicurezza delle abitazioni, degli uffici, delle scuole e di ogni edificio pubblico o privato”.

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