Carceri: la Croce della Misericordia benedetta dal Papa a Paliano. Don Grimaldi (ispettore cappellani), “un messaggio di speranza”

La Croce della Misericordia benedetta dal Papa (Vatican News)

Il 15 ottobre la Croce della Misericordia, benedetta lo scorso 14 settembre da Papa Francesco in occasione dell’udienza concessa alla Polizia penitenziaria, al personale dell’Amministrazione penitenziaria e della Giustizia minorile e di comunità in piazza San Pietro, entrerà nel carcere di Paliano. “Questo toccante pellegrinaggio del Crocifisso, che interesserà anche altri istituti penitenziari della Repubblica, ha come scopo quello di lanciare un messaggio di speranza ad andare avanti a cercare ciò che è perduto, ma soprattutto per esortare gli smarriti di cuore che il Signore è venuto nel mondo non per giudicare ma per perdonare e per guarire e fasciare le ferite causate dal male. La Croce vuole ricordare a ogni uomo che Dio ci ama e noi tutti siamo preziosi ai suoi occhi”, dice al Sir don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani nelle carceri italiane, raccontando l’iniziativa.
Questo “segno della nostra redenzione”, prosegue don Grimaldi, “vuole portare coraggio e luce in ogni cella, vuole rialzare chi è caduto, vuole raggiungere tutti con la forza della speranza, invitando i carcerati a non rassegnarsi mai, ma a ribellarsi ad una vita sciupata nella violenza che porta solo alla morte del cuore, alla distruzione di un rapporto con la società civile e al rinnegamento degli affetti familiari. La Croce della Misericordia vuole essere un simbolo che possa indurre molti ad essere misericordiosi come è misericordioso il Padre Celeste”.
L’ispettore generale dei cappellani ricorda: “Papa Francesco ha invitato i detenuti a mettersi davanti al Crocifisso, fissando lo sguardo di Gesù con semplicità e con sincerità, con lo stesso spirito e atteggiamento di San Francesco dicendo: ‘Signore, cosa vuoi che io faccia’.
Il Cristo ci invita alla conversione, ci invita a spezzare le catene del male, ci invita a riparare il male commesso, ci invita a non chiudere ‘in cella la speranza’”. E aggiunge: “Davanti al Cristo crocifisso, come il buon ladrone del Vangelo gli diciamo ‘ricordati di me’, non dei miei peccati, non del male che ho seminato, ma ricordati che tu sei Misericordia”.

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