Caritas italiana: ribadito impegno per poveri, migranti, crisi internazionali. Potenziare corridoi umanitari. Missione al centro del convegno 2020. Nel 2021 il 50° di fondazione

“Carità è missione” è il titolo del prossimo convegno nazionale delle Caritas diocesane che si terrà a Milano dal 23 al 26 marzo 2020. Se ne è parlato il 7 e 8 ottobre a Roma, nella riunione di Presidenza e Consiglio nazionale di Caritas italiana. “La Parola di Dio chiede ai figli di vivere nella carità… ed è in grado di aprire i nostri occhi per permetterci di uscire dall’individualismo che conduce all’asfissia e alla sterilità mentre spalanca la strada della condivisione e della solidarietà”, ha detto il presidente mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, citando la Lettera apostolica “Aperuit illis”. Il convegno è parte di un itinerario che porterà nel 2021 alla celebrazione del 50° di Caritas italiana. Il prossimo anno pastorale verrà dedicato ad un discernimento del tempo presente e delle domande che pone al servizio delle Caritas e nel 2020-21 ci si concentrerà nel delineare una prospettiva condivisa di lavoro che definisca priorità di azione per i prossimi anni. Tra gli altri punti affrontati le iniziative nelle diocesi in occasione della Giornata mondiale dei poveri del 17 novembre e la necessità di approfondire le tematiche della Laudato si’. Ribadita la necessità di impegno sul tema migrazioni, dall’accoglienza al potenziamento dei corridoi umanitari, alle campagne di sensibilizzazione, ad attività di formazione e animazione. Oltre a siglare un nuovo accordo sui corridoi umanitari, la Cei ha voluto finanziare il progetto Apri (accogliere-proteggere promuovere-integrare) con cui si intende proseguire l’esperienza di “Rifugiato a casa mia”, coinvolgendo le comunità locali. In ambito internazionale ci si è focalizzati in particolare sulla crisi in corso in Venezuela ed è stata segnalata la questione dei rientri in Italia. Per quanto riguarda il servizio civile il Consiglio nazionale ha valutato negativamente la riduzione dei progetti finanziati con il Bando ordinario 2019, che ha fatto registrare una riduzione del 30% dei posti rispetto all’anno scorso.

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