Cile: dalla Patagonia un manifesto per il clima redatto dai bambini

Un manifesto per il clima, rivolto, agli adulti, sulla scia di Greta, arriva dalla lontana Patagonia cilena. Dopo tre giorni di intenso lavoro e giochi, i piccoli partecipanti all’Agorà dei bambini della Patagonia – iniziativa senza precedenti guidata dalla scuola di San José Obrero di Coyhaique, del vicariato apostolico di Aysén -, hanno condiviso il loro “Manifesto” con gli adulti nella piazza principale della città.
“Il futuro della terra dipende da noi”. “Se i ragazzi e le ragazze non si uniscono per salvaguardare il pianeta, nessuno lo farà. Non serve parlare, ma agire”. “L’acqua non si vende. Non vogliamo che la Patagonia si secchi”. Sono alcune delle espressioni contenute nel manifesto.
Nell’ambito della presentazione Victoria Lancaster, una delle piccole partecipanti all’iniziativa, ha affermato che “l’Agorà è stata una buona attività per salvare il mondo, perché mi sono resa conto che siamo tutti interessati solo a spendere soldi. Il governo ci dice cose che non soddisfano, promette di fare qualcosa per la terra ma poi non se ne preoccupa”.
“Tuttavia – ha aggiunto Victoria – non possiamo incolpare solo il Governo. Non facciamo comunque nulla per il nostro pianeta. E così, siamo qui per salvare la madre terra, perché lei ha bisogno di noi e noi abbiamo bisogno di lei”.

Nicolás Labajos, incaricato per la Pastorale della scuola di San José Obrero, è stato uno degli accompagnatori dei ragazzi nei tre giorni di attività. Ha spiegato che durate i tre giorni i bambini e ragazzi “hanno parlato dell’ambiente, dei cambiamenti climatici e delle responsabilità che gli adulti hanno in questi argomenti”. L’idea di fondo era che “i bambini parlassero tra loro e proponessero delle scelte”.
E così è stato. Durante i tre giorni di sviluppo di questa cosiddetta “Agorà dei bambini della Patagonia”, attraverso vari seminari artistici e metodologie di gioco e svago, i piccoli partecipanti hanno approfondito la realtà ambientale e sociale del mondo d’oggi. Ad alcune attività ha preso parte anche il vicario apostolico, mons. Luis Infanti della Mora.

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