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Pena di morte: Mogherini e Buric (Ue-CdE), “punizione crudele, inumana, inutile e degradante in violazione del diritto alla vita”

(Bruxelles) L’Unione europea e il Consiglio d’Europa “condannano con fermezza la pena di morte sempre e in qualsiasi circostanza. La pena di morte è una punizione crudele, inumana e degradante in violazione del diritto alla vita. La pena di morte è vendetta e non giustizia; la sua abolizione contribuisce a rafforzare la dignità umana”. Lo affermano in una nota congiunta l’Alto rappresentante per gli affari esteri dell’Unione europea, Federica Mogherini, e il segretario generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejčinović Burić (nella foto CdE), in occasione della Giornata europea e mondiale contro la pena di morte del 10 ottobre. “142 Paesi, ossia il 74 % degli Stati membri delle Nazioni Unite, hanno già smesso di applicare la pena di morte, abolendola dal codice penale oppure non procedendo a esecuzioni per un lungo periodo. La tendenza abolizionista – dichiarano – prosegue: il numero di sentenze e di esecuzioni è in calo. Nel 2018 si sono registrate esecuzioni in 20 Paesi”. “Sempre più persone e leader ritengono che la pena di morte non sia un deterrente contro i reati più efficace di altre punizioni e che non contribuisca alla sicurezza pubblica. La pena di morte colpisce in misura sproporzionata i membri di gruppi vulnerabili che non possono permettersi una difesa esperta, e i prigionieri nel braccio della morte continuano a rappresentare le fasce più emarginate della società”. “L’impatto di questa pena crudele si ripercuote anche sulle famiglie dei condannati a morte, in primo luogo sui loro figli”.

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