Università Cattolica: card. Parolin, “l’impegno della diplomazia vaticana al servizio della pace”

“Una diplomazia veicolo di dialogo, di cooperazione e di riconciliazione, che poi diventano tutte vie alla pace se sostituiscono le rivendicazioni reciproche, le contrapposizioni fratricide, l’idea di nemico e il rifiuto dell’altro. Soprattutto una diplomazia capace di concorrere a costruire la pace sostituendosi all’uso della forza, e cioè a quella strada considerata più breve, ma certamente non risolutiva”. Sono queste secondo il card. Pietro Parolin, le caratteristiche della diplomazia vaticana al centro della lectio magistralis tenuta dallo stesso segretario di Stato nella sede milanese dell’Università Cattolica, in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico. Parlando delle caratteristiche della diplomazia vaticana, il cardinale ha indicato “una metodologia basata sulla conoscenza, la perseveranza e il discernimento” che sono essenziali “in un ambito come quello diplomatico dove l’ansia di prevenire e risolvere controversie per in saturare una pacifica coesistenza convivono con l’affermazione di interessi di parte da cui consegue il mancato reciproco ascolto tra le parti e la volontà di sottrarsi al dialogo”. “Per i diplomatici del Papa – ha proseguito il segretario di Stato -, pertanto, l’obiettivo della pace si scinde da una generica domanda di pace, e si concretizza anzitutto nel prevedere i presupposti e le modalità che possono favorirla. Forse è anche per questo che le parti in lite nel fare appello a una vera e propria riconciliazione per porre fine ai conflitti, invocano un diretto coinvolgimento della Santa Sede”.

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