Pena di morte: Marazziti (Com. Sant’Egidio), “dalla California un gesto di coraggio politico per uno stop forse definitivo”

Un gesto di coraggio politico. Così Mario Marazziti della Comunità di Sant’Egidio, descrive sull’edizione odierna de L’Osservatore Romano la decisione presa dal nuovo governatore della California, Gavin Newsom, di “mettere uno stop, forse definitivo, alle esecuzioni capitali nel Golden State”. “Non era una scelta scontata, né obbligata – commenta Marazziti –. Afferma un nuovo standard dell’impegno politico, riaffermando la responsabilità etica di guidare, anche con scelte non sempre popolari. Politica come leadership non come ‘followship’ sull’onda dei sondaggi e degli umori mutevoli. Al tempo di crescenti spinte populiste”. Marazziti sottolinea come alla base di questo atto politico non ci sia solo l’argomento degli innocenti giustiziati. “Delle 1.493 esecuzioni compiute negli Stati Uniti, anche dopo 20 o 30 anni sono stati 164 i condannati dichiarati innocenti – commenta –. Uno ogni 8. In California sono stati 30 gli innocenti uccisi dopo una detenzione terribile. Certo, c’è anche la chiara discriminazione sociale, razziale, che si accompagna in California e in tutti gli Stati Uniti alla pena capitale se sei nero, disabile mentale o senza i mezzi per un’adeguata difesa legale”. Quello che giunge oggi dalla California è un segnale. “Il nuovo governatore – spiega Marazziti – sceglie fin dagli inizi del suo mandato di essere giudicato e criticato per quello che fino a poco tempo fa era un tabù anche per il suo predecessore democratico, una delle più grandi figure politiche della storia californiana, eletto quattro volte alla guida del Golden State: il governatore Jerry Brown”. “La storia è cambiata – aggiunge –. Newsom mette anche la questione etica al centro, e si unisce così ai governatori di Colorado, Oregon e Pennsylvania che hanno già dichiarato una moratoria delle esecuzioni”.

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