Argentina: mons. Ojea (presidente vescovi), “in Quaresima ripensare relazione con la madre terra”

Papa Francesco chiede che particolarmente nel tempo di Quaresima “ci radichiamo nella relazione con la creazione, con la natura, con la sorella madre terra, come la chiama nell’enciclica Laudato Si’”. Lo scrive il presidente della Conferenza episcopale argentina, mons. Oscar Vicente Ojea, vescovo di San Isidro, nel suo messaggio diffuso a metà del percorso quaresimale. “Come stiamo vivendo il cammino verso la Pasqua?”, chiede mons. Ojea, avvertendo in particolare, con papa Francesco, che “la terra geme e soffre i dolori del parto e lo fa per il maltrattamento da parte dell’uomo”. Mons. Ojea scrive ancora: “Quando noi contaminiamo l’acqua, tagliamo gli alberi, desertifichiamo i boschi, cercando solamente il profitto e soluzioni immediate ai problemi, la terra geme e grida”. Ma quella nell’atteggiamento verso il creato non è l’unica conversione che ci è chiesta in tempo di Quaresima,dato che, come emerge dalla Laudato Si’, “il povero e la terra gridano, per la loro esistenza e per poter completarsi a vicenda”. Il presidente dell’Episcopato argentino introduce qui una riflessione su tema degli abusi: “Ogni abuso ha alla base un abuso di potere e di autorità, e possiamo dire senza timore di sbagliarci che abbiamo anche abusato della terra credendoci suoi dominatori e padroni assoluti, senza alcun limite”. Mons. Ojea invita, dunque, a vivere la Quaresima avendo davanti a noi il creato e il povero, ricordandoci degli “strumenti quaresimali”: il digiuno, la preghiera e l’elemosina, che “ci fanno nuovamente ricevere l’acqua fresca del battesimo”.

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