Papa Francesco: messa delle Palme, “tacere” è antidoto a “trionfalismo”, “con la Croce non si negozia”

()Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Gesù ci mostra come affrontare i momenti difficili e le tentazioni più insidiose, custodendo nel cuore una pace che non è distacco, non è impassibilità o superomismo, ma è abbandono fiducioso al Padre e alla sua volontà di salvezza, di vita, di misericordia”. Lo ha spiegato il Papa, nell’omelia della Messa celebrata in piazza San Pietro, davanti a 40mila persone, per la Domenica delle Palme, che segna l’inizio dei riti della Settimana Santa. Nel suo ingresso in Gerusalemme, ha ricordato ieri Francesco, “il maligno, il Principe di questo mondo aveva una carta da giocare: la carta del trionfalismo, e il Signore ha risposto rimanendo fedele alla sua via, la via dell’umiltà”. “Il trionfalismo cerca di avvicinare la meta per mezzo di scorciatoie, di falsi compromessi”, il monito del Papa: “Punta a salire sul carro del vincitore. Il trionfalismo vive di gesti e di parole che però non sono passati attraverso il crogiolo della croce; si alimenta del confronto con gli altri giudicandoli sempre peggiori, difettosi, falliti…”. “Una forma sottile di trionfalismo è la mondanità spirituale, che è il maggior pericolo, la tentazione più perfida che minaccia la Chiesa”, ha ribadito Francesco: “Gesù ha distrutto il trionfalismo con la sua Passione”. “Il Signore ha veramente condiviso e gioito con il popolo, con i giovani che gridavano il suo nome acclamandolo Re e Messia”, ha spiegato il Papa: “Il suo cuore godeva nel vedere l’entusiasmo e la festa dei poveri d’Israele. Umiltà non vuol dire negare la realtà, e Gesù è realmente il Messia, il Re”. “Ma nello stesso tempo il cuore di Cristo è su un’altra via”, ha fatto notare Francesco: “Sa che per giungere al vero trionfo deve fare spazio a Dio; e per fare spazio a Dio c’è un solo modo: la spogliazione, lo svuotamento di sé. Tacere, pregare, umiliarsi”. “Con la croce non si può negoziare, o la si abbraccia o la si rifiuta”, il monito: “E con la sua umiliazione Gesù ha voluto aprire a noi la via della fede e precederci in essa. Dietro di Lui, la prima a percorrerla è stata sua Madre, Maria, la prima discepola”, ha proseguito ricordando l’altra ricorrenza di ieri: la celebrazione, in tutte le diocesi del mondo, della Giornata mondiale della Gioventù. “Di fronte agli avvenimenti duri e dolorosi della vita, rispondere con la fede costa una particolare fatica del cuore”, ha ammesso il Papa citando Giovanni Paolo II: “È la notte della fede. Ma solo da questa notte spunta l’alba della risurrezione”. “Maria sul Golgota si trova di fronte alla smentita totale di quella promessa: suo Figlio agonizza su una croce come un malfattore. Così il trionfalismo, distrutto dall’umiliazione di Gesù, è stato ugualmente distrutto nel cuore della Madre; entrambi hanno saputo tacere”.

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