Attentati Sri Lanka: card. Ranjith (Colombo), “se c’è stato un preallarme perché non ci hanno informati?”

“Se c’era stato un preallarme sulla possibilità di questi attentati” perché “non è stato prevenuto e perché si è agito in questo modo” senza informare l’opinione pubblica? “Non lo posso accettare”. La denuncia viene direttamente dal cardinale Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo, all’indomani degli attentati terroristici a chiese cattoliche e hotel di Colombo e dintorni, nello Sri Lanka, che hanno provocato finora 321 morti  e più di 500 feriti la domenica di Pasqua. Una quarantina di persone sono state arrestate, legate a gruppi fondamentalisti islamici. “Nonostante il dolore che ci hanno causato non dobbiamo infliggere dolore a nessuno – afferma il card. Ranjith -. Non sappiamo ancora chi sia dietro a tutto questo. Proprio come la punta dell’iceberg, non conosciamo l’intera immagine. Potrebbe esserci un gruppo più potente dietro questo disgraziato gruppo di giovani. Forse le persone coinvolte potrebbero appartenere ad altre nazionalità”. Il cardinale esorta i cattolici a non cercare vendette e ritorsioni. Dopo che tutti i funerali saranno celebrati “dobbiamo tornare alla normalità e riconciliarci tra noi – afferma -. Se qualcuno ha commesso un errore deve essere punito solo dalla legge”. “Punire i responsabili dell’attacco è responsabilità delle autorità incaricate di far rispettare la legge – sottolinea – e crediamo che adempieranno alle loro responsabilità”. Però, puntualizza, “ci è stato rivelato che c’era stato un preallarme sulla possibilità che si verificasse un simile incidente”. “Ma se era noto – prosegue -, perché non hanno impedito l’attacco e perché hanno agito in questo modo? Questa è la domanda che tutti ci facciamo”. “Perché il ministro non ha informato l’opinione pubblica? Non lo posso accettare”, afferma. “Se il ministro avesse avuto un ragionevole sospetto che si potessero verificare questi attentati e non fosse andato in chiesa, avrebbe dovuto informare qualcuno al riguardo ed impedire alle persone di frequentare la chiesa”, precisa il cardinale, chiedendo “al governo e ai suoi leader di far rispettare la legge e rafforzare ulteriormente le unità di intelligence, per fare in modo” che non si ripetano episodi capaci di creare divisione nel Paese. Diversi leader religiosi, parlamentari e ministri hanno incontrato ieri il cardinale Malcolm Ranjith per esprimere le loro condoglianze. La Conferenza episcopale dello Sri Lanka ha invitato la popolazione a mantenere la calma ed agire “con saggezza e intelligenza”.

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