Elezioni Israele: Della Pergola (Università Gerusalemme), “referendum pro o contro Netanyahu, molti non si sono sentiti di cambiare”

“Le elezioni del 9 aprile sono state un referendum pro o contro Netanyahu. Poteva portare a suo credito il fatto che l’economia israeliana sta andando meglio di altri Paesi, con tassi di disoccupazione molto bassi e di crescita relativamente alti. Si nota un benessere diffuso, anche se distribuito in maniera diseguale. Molti non si sono quindi sentiti di cambiare”. Lo dice Sergio Della Pergola, docente emerito di demografia all’Università ebraica di Gerusalemme e studioso della popolazione ebraica in Israele e nella diaspora, in un’intervista rilasciata a “il Regno” in cui commenta le recenti elezioni parlamentari israeliane. Segnalando che “l’astensionismo è stato molto alto”, il docente indica che “quasi un terzo degli elettori ha deciso di usufruire del congedo che viene concesso per il voto e di approfittare della bella giornata di sole per andare al mare”. “È una forma di qualunquismo edonista che tuttavia riflette il fatto che in questo momento non esiste una protesta sociale generalizzata, anzi”. A preoccupa Della Pergola è che “in campagna elettorale non si sono affrontati i grandi temi come la questione della pace, la situazione complessiva del Medio Oriente, il problema dei confini, o anche le grandi questioni economiche”. “Si è parlato pro o contro Netanyahu e, con un’abile gestione pre-elettorale, quest’ultimo ha cercato di delegittimare il generale Gantz e i suoi compagni di partito, nel senso che si è definito l’unico esperto in materia di sicurezza e questioni militari”. Infine, spiegando che la situazione di Gaza è “una piaga rimasta aperta che dovrà essere curata dal prossimo governo”, il docente volge lo sguardo ai rapporti tra gli Stati Uniti e il nuovo governo israeliano. “Trump parla molto ma si ritira nell’isolazionismo – spiega -. È uno scambio di favori reciproci: il trasferimento dell’ambasciata statunitense a Gerusalemme e la dichiarazione sulla sovranità israeliana sulle alture del Golan siriano hanno portato a Netanyahu sicuramente 1 o 2 seggi in più. Egli ricambia Trump dandogli ragione a ogni sua dichiarazione, come ad esempio nel caso del muro col Messico”. Della Pergola li considera “personaggi simili”, “due populisti nazionalisti che attraggono voti da strati sociali simili dei rispettivi paesi”.

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