Spagna: domani Paese alle urne per le elezioni parlamentari. Iai, il peso della questione catalana

Le elezioni di domenica 28 aprile in Spagna sono anticipate: le ha convocate il premier uscente, il socialista Pedro Sánchez “lo scorso febbraio quando la sua maggioranza, che l’aveva portato al governo nel giugno 2018 al posto del popolare Mariano Rajoy, si è infranta sul voto contrario degli indipendentisti catalani alla sua finanziaria”. Lo si legge in un articolo pubblicato sul sito dell’Istituto affari internazionali (https://www.affarinternazionali.it) dedicato appunto al voto di domani, con riflessi interni al Paese e inteso come test a un mese dalle elezioni per il Parlamento europeo. “Al principio di dicembre, le elezioni in Andalusia avevano segnato l’ascesa di un nuovo soggetto dell’estrema destra, Vox, attorno a cui si è andato articolando un blocco reazionario che ha spostato Pp e Ciudadanos su posizioni sempre più estreme. Il dialogo tra Generalitat e governo spagnolo non aveva fatto neppure in tempo ad iniziare che il Psoe, stretto tra l’opposizione esterna e quella interna di partito, preferiva interromperlo”. Iai osserva: “Nei giorni della crisi di governo, presso il Tribunal Supremo, a Madrid, iniziava il processo contro l’indipendentismo catalano, con dodici persone, nove delle quali in carcere, imputate dei delitti di ribellione, sedizione, distrazione di risorse pubbliche e disobbedienza”.
Con il passare delle settimane, “la posizione del Psoe nel futuro scacchiere politico è andata acquisendo peso nei sondaggi e ora è il primo partito, il Partito popolare è distanziato al secondo posto, Ciudadanos cresce ma non come nelle aspettative, mentre la coalizione Unidas-Podemos subisce una perdita di consensi importante. Sembra che la destra non riuscirà a conquistare la maggioranza assoluta dei seggi e che Sánchez, per tornare al governo, avrà ancora bisogno degli indipendentisti catalani, oltre che di Podemos, a meno che non scelga Ciudadanos come alleato. Il prossimo presidente del governo verrà da uno di questi partiti, ma probabilmente questi soli non saranno in grado di risolvere il problema della governabilità”. “I leader dei quattro partiti spagnoli con rappresentanza parlamentare sono maschi, hanno meno di 50 anni, sono nati in democrazia, oppure erano molto piccoli nell’ultimo periodo della dittatura”.

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