Agguato mortale a Napoli: don Bravaccino (parroco), “lavoriamo tanto per la legalità, ma le ali dei ragazzi sono spezzate dall’assenza di opportunità”

“Angosciante”. Non usa mezzi termini per definire al Sir l’assassinio stamattina, a Napoli, di un uomo e il ferimento di un altro, mentre accompagnavano a scuola un bimbo di tre anni, don Modesto Bravaccino, parroco di San Giuseppe e Madonna di Lourdes. L’assassinio è avvenuto vicino alla sua chiesa e alla scuola, nel rione Nuova Villa, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. La via dove è avvenuto il fatto è tristemente nota per le stese della camorra, cioè sparatorie in direzione della casa del “nemico” per intimidirlo, colpendo qualsiasi persona o casa sia in quel raggio di azione. “Noi pensavamo di aver risolto, in parte, il problema delle stese – dice, sconsolato, il parroco -, invece ci troviamo addirittura con un morto e un ferito, fatto ben più grave di una stesa”.
Proprio un anno fa, il 19 aprile 2018, don Bravaccino si fece promotore di una marcia delle parrocchie e delle scuole contro le stese. Con la scuola, afferma, “avevamo già messo in calendario una marcia da fare il 16 maggio, a un anno da quella contro le stese, puntando questa volta sul degrado. Ora ci rincontreremo venerdì e vedremo cosa possiamo fare, dopo quello che è successo oggi”. Il sacerdote spiega: “Degrado e abbandono, purtroppo, sono due caratteristiche del rione. Per questo, avevamo pensato di connotare la marcia con ‘Io ci sto con il degrado’”.
Grande è l’attività della parrocchia, in collaborazione con le scuole, elementare e media, presenti all’interno del rione, “per sensibilizzare i ragazzi alla legalità e alla solidarietà”. “Noi lavoriamo tanto con i ragazzi, ma ci rendiamo conto che per loro è difficile perché si devono confrontare continuamente con il contesto dove ci sono modelli negativi. I più grandi, anche appartenenti a famiglie a rischio, provano a trovare un lavoro onesto, ma è faticoso, perché qui a Napoli il lavoro è una chimera e le ali dei ragazzi sono spezzate continuamente dall’assenza di opportunità”.

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