Diocesi: mons. Pompili (Rieti), al via il progetto RiData, un osservatorio sul bene comune

“Il fine di questo progetto è restituire del territorio una istantanea in 3d, attraverso incontri di cittadinanza tra maggio e novembre, dove mettere in evidenza le sfide da raccogliere: economia, salute, cultura, educazione”. Lo ha detto mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti, introducendo ieri l’incontro il ciclo degli incontri di cittadinanza che si svolgeranno nell’ambito del progetto RiData, il laboratorio utile alla raccolta e all’elaborazione dei dati sulla realtà locale voluto dalla Chiesa di Rieti per avere un quadro generale e corrispondente alla situazione veritiera del territorio. L’iniziativa è rivolta a tutti, ha affermato mons. Pompili, senza distinzione di età e di orientamento politico: “Il fine di questo progetto è restituire del territorio una istantanea in 3d, attraverso incontri di cittadinanza tra maggio e novembre, dove mettere in evidenza le sfide da raccogliere: economia, salute, cultura, educazione”.
Il vescovo offre anche una risposta a chi si domanda perché sia proprio la Chiesa a proporre una simile iniziativa:
“Non c’è estraneità tra la fede e la società, ma distinzione senza alcuna distanza perché di mezzo c’è la stessa realtà umana. I dati servono per descrivere come siamo messi, ma poi ci vuole chi a partire da questi non si rassegna alla situazione, allo statu quo e cerca di abbandonare pigrizia ed ignavia, sostituendovi laboriosità e competenza. Che qui non mancano, ma vanno messi a sistema. Come diceva il professor De Rita: ’tanti fili d’erba non fanno un prato’”. L’Osservatorio, ha concluso, “vorrebbe provare a farlo. Grazie anticipatamente a tutti quelli che si impegneranno, dimostrando che l’appartenenza non è solo un’emozione passeggera, ma l’impegno fermo e perseverante a ricercare il bene comune”.

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