Diocesi: Rieti, Pagnoncelli al progetto RiData, Italia impantanata in meccanismi annosi. “Toglierci dagli occhi la lente pessimista”

“Italia 2019 Comunitari e Cosmopoliti, le nuove fratture”. È il titolo della nuova ricerca dalla società di demoscopica Ipsos Italia, presentata ieri a Rieti dal sondaggista Nando Pagnoncelli nell’ambito del primo incontro del progetto RiData, il laboratorio utile alla raccolta e all’elaborazione dei dati sulla realtà locale, voluto dal vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili, per “avere un quadro generale e corrispondente alla situazione veritiera del territorio”.
L’indagine, ha spiegato Pagnoncelli, è utile per “aiutare la città e il Paese a conoscersi meglio, e provare a dare una lettura del clima che stiamo vivendo in questo momento in Italia”. Pagnoncelli illustra un’Italia impantanata in meccanismi annosi, spesso deviati da percezioni personali non rispondenti alla realtà dei fatti, “come fossimo prigionieri di una nostalgia caratteriale, convinti che la nostra stagione migliore sia sempre quella già vissuta in passato. Eppure, abbiamo straordinarie possibilità rispetto a quelle che avevano i nostri nonni”.
Oltre all’attitudine “all’incartarsi in meccanismi nostalgici e negativi”, per il sondaggista “l’italiano tende anche ad amplificare alcuni fenomeni, ingigantendo i dati dei problemi più sentiti. Capita ad esempio con l’allarmismo sugli stranieri, una percezione che non risponde alla realtà, come anche sul dato dell’immigrazione che non è affatto preoccupante come si vuol far credere”.
Eppure, il quadro dipinto da Pagnoncelli non è affatto negativo. “Occorre mettersi in gioco, essere cosmopoliti, guardare avanti, basti pensare al grandissimo ritorno che ha avuto Milano dall’Expo 2015, proprio perché ha saputo proiettarsi in avanti senza paura anziché chiudersi a riccio, e ora ne sta raccogliendo i frutti”.
Ad esempio, ha precisato Pagnoncelli, “in economia siamo messi meglio rispetto a Francia e Spagna, mentre le nostre importazioni sono molto diversificate rispetto alla Germania”.
Pertanto, ha concluso, “occorre impegnarsi a mettere in luce gli aspetti che funzionano, e sono molti. Toglierci dagli occhi la lente pessimista, e puntare sulle nostre tante potenzialità. È vero, molte sono le contraddizioni ma molte sono anche le potenzialità, e chissà che proprio ciò di cui spesso ci ‘lagniamo’ possa divenire motivo di orgoglio”.

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