Diritti dell’infanzia: in Colombia aumentano gli omicidi e tornano i bambini soldato

Ogni giorno, in Colombia, si verificano circa due casi di omicidio contro minori. In dettaglio, nel 2018 i casi di omicidio sono stati 673. 35 minori, ogni giorno, sono vittime di violenza (dati relativi al primo semestre 2018, contro i 28, di media, del 2014). Si tratta di numeri anticipati al Sir da Gloria Carvalho, coordinatrice dell’Alianza por la Niñez Colombiana, una delle organizzazioni, con Save the Children e altre, che promuovono oggi a Bogotá il seminario internazionale sui diritti dell’infanzia “Sfide e risposte rispetto alle violenza contro i minori in scenari di conflitto armato e crimine organizzato”. Carvalho manifesta “la sua condanna contro i brutali atti di violenza che ogni giorno si commettono nel Paese”. I casi di cronaca recenti sono molti: a Bogotà sono stati commessi atti di violenza contro una bimba di tre anni, a Barranquilla una bambina è stata bruciata con l’acido, a Medellín, nella violenta “Comuna 13”, un adolescente di 13 anni ha ucciso due adulti nell’ambito di uno scontro per il controllo del narcotraffico locale e in seguito è stato accertato che aveva già ucciso altre otto persone. Di fronte a questa realtà l’Alianza por la Niñez invita allo “sviluppo di programmi e investimento sociale che puntino al rafforzamento dei legami familiari, della cura per l’infanzia, all’appoggio verso le famiglie e l’ambiente vicino”. Al convegno si parlerà anche delle perduranti situazioni di conflitto armato, che continuano a coinvolgere i minori. Fernando Sabogal, direttore per la Colombia dell’ong Defensa de niños y niñas internacional (Dni), anticipa al Sir la denuncia sul crescente reclutamento di bambini soldato, dopo che invece i casi erano diminuiti tra il 2015 e il 2017. I dati parlano di 50 casi di reclutamento, mentre quasi due milioni e 400mila minori sono in qualche modo vittime del conflitto armato.
In tale contesto, in occasione del seminario internazionale, Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina residente da anni a Bogotá, presenterà il suo nuovo libro “Aportes de Maria Cristina Salazar para la infancia y adolescencia trabajadora” (“L’apporto di Maria Cristina Salazar per l’infanzia e l’adolescenza lavoratrice”). “Questo mio nuovo libro – spiega – sintetizza un percorso collettivo della società civile latinoamericana per approfondire tematiche come diseguaglianze e conseguenze per l’infanzia e l’adolescenza, segregazione delle periferie, e modelli di intervento pedagogico a partire dalla educazione popolare e altre alternative costruite dal basso con varie organizzazioni sociali”.

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