Educazione: Unicef, “sono più di 175 milioni i bambini che nel mondo non ricevono un’istruzione prescolare”

“Sono più di 175 milioni i bambini nel mondo – circa la metà di quelli in età prescolare a livello globale – che non ricevono un’istruzione prescolare”. Lo denuncia l’Unicef nel nuovo rapporto “A World Ready to Learn: Priotizing quality early childhood education” (“Un mondo pronto ad apprendere: dare priorità all’istruzione di qualità nella prima infanzia”), che fotografa una situazione ancora più grave nei Paesi a basso reddito: solo 1 bambino su 5 è iscritto alla scuola preprimaria, rispetto ai Paesi ad alto reddito. “Se i governi di oggi vogliono una forza lavoro competitiva nelle economie di domani, devono partire dall’istruzione prescolare – dichiara la direttrice generale dell’Unicef, Henrietta Fore -. Se vogliamo dare ai nostri bambini la migliore possibilità di vita per avere successo in un’economia globalizzata, i leader devono dare priorità e risorse apposite all’istruzione prescolare”. Secondo i dati disponibili in 48 Paesi, il 47% dei bambini che frequentano programmi di istruzione prescolare mostrano progressi nell’alfabetizzazione e nella capacità di fare calcoli, rispetto al 20% dei bambini che non ricevono questo tipo di istruzione. I bambini che frequentano l’istruzione prescolare hanno, dunque, probabilità oltre 2 volte maggiori di stare al passo per imparare a leggere o fare calcoli rispetto ai bambini che non ricevono questo tipo di istruzione. Secondo la ricerca dell’Unicef, nel 2017 8 bambini su 10 in età da scuola preprimaria nei Paesi ad alto reddito erano iscritti a programmi per l’istruzione prescolare. Nei Paesi a basso reddito erano solo 2 su 10. Allo stato attuale, entro il 2030, i tassi di iscrizione all’istruzione prescolare nei Paesi a basso reddito saranno in media solo del 32%, rispetto all’86% nei Paesi ad alto reddito. Il rapporto mostra, inoltre, che il benessere familiare, il livello di istruzione delle madri e la localizzazione geografica sono tra i fattori chiave determinanti per seguire l’istruzione prescolare. La povertà si conferma il più grande fattore determinante, seguito a ruota dall’impatto che i conflitti armati hanno sulle fasce più fragili della popolazione.

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