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Inghilterra e Galles: Conferenza episcopale, critiche alla riforma della legge sul divorzio. “Indebolito il matrimonio”

(Londra) Molto critica la risposta dei vescovi cattolici di Inghilterra e Galles e di altre associazioni cristiane alla riforma più importante della legislazione sul divorzio degli ultimi cinquant’anni, annunciata oggi dal governo britannico. In un comunicato il vescovo Peter Doyle, responsabile del settore matrimonio e famiglia per la Conferenza episcopale, sottolinea come “l’istituzione matrimoniale verrà indebolita, fin dall’inizio, dalla possibilità di una delle due parti di comunicare all’altra che intende andarsene senza che il coniuge abbandonato possa fare ricorso contro questa decisione”. “La fiducia e l’impegno essenziali per il successo di un matrimonio vengono, in questo modo, danneggiate e, così, anche la validità e la parità di un contratto nel quale entrambe le parti entrano liberamente e sinceramente”, scrive ancora il vescovo Doyle. Secondo la Conferenza episcopale, inoltre, i sei mesi durante i quali si può ancora ricorrere contro la sentenza del tribunale che fissa la data del divorzio sono “un periodo insufficiente perché la coppia possa considerare qualsiasi prospettiva di riconciliazione”. A dubitare della bontà della riforma, che è stata presentata in modo positivo dal governo perché renderebbe i divorzi meno acrimoniosi, è anche la “Coalition for marriage”, l’associazione cristiana nata in opposizione ai matrimoni gay e “Christian concern”, associazione del Movimento per la vita.

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