Unione europea: Rossini (Acli), “ripartire dal lavoro”. “Trasformarla in confederazione, Non possiamo rimanere in mezzo al guado”

Ieri un flash mob e un manifest0/appello a Colonia con la Kab Bundesverband (il più importante sindacato cattolico tedesco), l’Ecwm (il movimento europeo dei lavoratori cristiani) e le Acli Germania. Ma anche un opuscolo e un dossier. E’ a 360 gradi l’impegno delle Acli  in vista del voto del 26 maggio per il rinnovo del Parlamento europeo. In un’intervista al Sir il presidente nazionale Roberto Rossini presenta le proposte dell’associazione per l’Europa del futuro e sottolinea l’importanza di ripartire dal lavoro e dalla formazione professionale: “Per un’Europa equa e solidale” occorre soprattutto “rimettere al centro dell’azione politica il tema del lavoro”. Di qui la richiesta alle istituzioni europee di “seri investimenti nel long life learning per offrire alle figure professionali di medio e basso livello adeguate competenze e capacità di rispondere ai cambiamenti richiesti dall’industria 4.0”. Allargando lo sguardo all’orizzonte internazionale, le Acli  invitano a “costruire ponti culturali e veicolare nel mondo il nostro modello di sviluppo sostenibile” e propongono che il seggio permanente della Francia all’interno del Consiglio di sicurezza dell’Onu venga riconosciuto all’Ue. Per il presidente, “dobbiamo rafforzare l’Unione europea e trasformarla in una confederazione. Non possiamo rimanere in mezzo al guado facendo un passo avanti e un passo indietro in un’Europa che c’è e non c’è. Occorre andare verso una maggiore stabilità dell’istituzione stabilendo chiaramente quali sono le competenze comunitarie e quali sono le competenze nazionali. Solo da qui si può ripartire”.

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