Migranti: Medu, V Rapporto dalla Piana di Gioia Tauro. Don Alampi (Caritas Oppido-Palmi), “cerchiamo di creare ponti”. “Bene il modello Drosi”

“Abbiamo tutti lo stesso obiettivo, quello di creare le condizioni per un’inclusione, un’integrazione, che possa essere una ricchezza ulteriore anche per i migranti che sono portatori di valori”. Lo ha detto don Vincenzo Alampi, direttore della Caritas diocesana di Oppido Mamertina-Palmi, intervenuto alla presentazione, stamattina a san Ferdinando, del V Rapporto dalla Piana di Gioia Tauro, “Terraingiusta”, realizzato da Medici per i diritti umani (Medu) e dedicato ai migranti. “Dobbiamo lavorare tutti insieme, coinvolgendo gli attori sociali del territorio, ognuno per la propria competenza”, ha spiegato il sacerdote. “Come Caritas cerchiamo di costruire una realtà nuova: oltre a fornire ai migranti alimenti e vestiario, cerchiamo di allacciare rapporti, di abbattere i muri della paura e dell’indifferenza, siamo quelli che tentano di creare i ponti”. Per Alampi è importante “non spegnere i riflettori ora che è finita la stagione agrumicola, ma bisogna parlarne, informandoci e diffondendo ogni notizia rispetto a quanto accade, soprattutto per creare soluzioni migliori e superare anche la tendopoli”. Infatti, “la tenda ha la caratteristica della provvisorietà: i migranti siano accolti e ospitati nelle case dei nostri centri. Se il modello di Drosi si ripetesse in tutti i comuni della Piana, allora il problema si risolverebbe”.

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