Editing genetico: Giglio (Univ. Firenze), “può eliminare condizioni dannose e migliorare salute ma potrebbe aprire porta ad eugenetica”

“Un’applicazione particolarmente allettante del genome editing è il suo potenziale per correggere direttamente le mutazioni genetiche nei tessuti e nelle cellule, in modo da superare anche i numerosi limiti per il trattamento di malattie refrattarie alle terapie tradizionali”. Ad affermarlo è Sabrina Giglio, docente di genetica medica all’Università di Firenze, intervenendo al XVII convegno nazionale dell’associazione Scienza & Vita che si è aperto questa mattina a Roma sul tema  intitolato “Editing genetico. Saremo davvero tutti perfetti?”. L’editing del genoma, spiega, “ci indica la reale possibilità che qualsiasi aspetto del genoma umano possa essere manipolato come desideriamo. Ciò potrebbe significare eliminare condizioni genetiche dannose o migliorare realmente la salute di ciascuno di noi, risparmiando sofferenza e influenzando anche in modo sostanziale la salute pubblica, in quanto tratti ritenuti vantaggiosi, come la resistenza alle malattie o l’eliminazione di alcune gravi condizioni patologiche, si tradurrebbero anche in un sostanziale risparmio economico”. Tuttavia, avverte la genetista, “questa capacità potrebbe anche aprire la porta all’eugenetica, dove coloro che hanno accesso alla tecnologia potrebbero scegliere per le generazioni future, sulla base di tratti considerati meramente desiderabili (per es. colore degli occhi, pelle, altezza o gli stessi tratti caratteriali)”. Di qui l’interrogativo: “Se non esistono molti dubbi relativi al vantaggio di migliorare la salute, siamo certi che esista realmente un vantaggio nel migliorare o potenziare le caratteristiche fisiche e sociali umane, anche pensando che questo possa rendere il mondo un posto migliore per tutti?”.

 

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