Economia: Federcasse, “modello Bcc” essenziale per mitigare sui territori l’effetto della recessione

Tra il 2008 e il 2016 il numero degli sportelli delle Banche di credito cooperativo (Bcc)  è aumentato del 5,1% a fronte della riduzione del 17,7% rilevata per le altre banche. La quota di mercato delle Bcc in relazione agli sportelli è cresciuta dal 12,5 al 14,9%. Il numero dei soci è passato da 939mila del 2008 a 1 milione e 251mila del 2018 (con una variazione del +33,2%). Il numero medio di soci per banca è passato da 2.174 a 3.734 (in rapporto agli sportelli da 229 a 290) . Sono alcuni dati dello studio “Mutualismo ed economia geo-circolare: il ruolo delle Bcc nel sostegno all’economia locale nel corso della crisi economica” realizzato dal Servizio analisi economiche e statistiche creditizie di Federcasse, in collaborazione con la Egs (Economia, Geografia, Statistica) di Roma, presentato oggi nell’ambito del “XVI Colloquio scientifico sull’impresa sociale” dell’Università di Roma Tor Vergata. In estrema sintesi lo studio – che conferma il contributo positivo dell’intensità mutualistica all’andamento economico locale – evidenzia un comportamento significativamente diverso delle Bcc rispetto al resto del sistema bancario; fattore che ha permesso alla Bcc di essere strumento essenziale nel mitigare l’impatto della recessione. Dalla ricerca emerge, inoltre, che in relazione al solo periodo 2008–2016, le Bcc hanno aumentato gli impieghi di oltre 15 miliardi, pari ad un aumento percentuale del 13,1%, sensibilmente superiore a quello rilevato dal mercato. Il divario positivo nello sviluppo dei finanziamenti è maggiormente significativo nei settori di clientela di elezione delle Bcc: famiglie e piccole imprese. Alla fine del 2016 gli impieghi verso i soci ammontavano a circa 63 miliardi di euro, a fronte dei 54 miliardi rilevati nel 2008 (+14,8%). Le Bcc si sono confermate nella prassi banche dedite anche al sostegno di aree interne o marginali. Sono difatti presenti in via esclusiva in 585 comuni italiani. Secondo Federcasse, “tali evidenze ribadiscono la necessità di tutelare lo specifico modello di banca cooperativa mutualistica che, negli anni, si è mostrato adeguato ad accompagnare fasi di crescita dell’economia e – più recentemente – ad affrontare un periodo di crisi senza precedenti per l’economia italiana”.

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