Ecuador: i vescovi al termine dell’assemblea, “un nuovo stile di fare politica. Corruzione motivo di scandalo”

“Un nuovo stile di fare politica, che, andando al di là degli interessi particolari, cerchi il bene comune e promuova un grande patto nazionale al servizio dei cittadini”. Questa la richiesta della Conferenza episcopale dell’Ecuador (Cee), in un messaggio diffuso al termine dell’assemblea plenaria, firmato dal Consiglio di presidenza. Il contesto è quello di un “clima di dialogo” promosso nel Paese, senza che vangano meno, però, conflittualità e casi di corruzione.
Scrivono ancora i vescovi: “La crisi economica reclama una politica più chiara e decisa a favore degli investimenti produttivi e della creazione di posti di lavoro. La diseguaglianza si fa ogni giorno più evidente” e investe in particolare i tanti giovani disoccupati.
La corruzione “è motivo di scandalo e di vergogna per l’affronto che viene fatto ai poveri. Il numero di funzionari di alto livello accusati, perseguiti, condannati o fuggiti all’estero, rende evidente la gravità dei reati e il furto che è stato sistematicamente realizzato nei confronti del Paese”. La proliferazione delle tangenti “contamina la coscienza nazionale e la dimensione etica della nostra convivenza”.
Nel messaggio non mancano riferimenti alla famiglia, “sottomessa a forti cambiamenti culturali e alla dittatura dell’ideologia di genere”, e alla custodia del creato. Per quanto riguarda quest’ultimo punto, il messaggio della Cee invita a prestare attenzione “alle miniere a cielo aperto, all’estrazione petrolifera, all’inquinamento dell’acqua, alla mancanza di rispetto delle popolazioni locali che non vengono contattate e consultate”.

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